Capaci, nuovo caso di coronavirus; sgomento in paese

Sembrava che Capaci si avviasse a debellare l’insidia del coronavirus, dopo la guarigione delle prime due donne rimaste contagiate e le ottimali condizioni di salute di un’altra signora in attesa di negativizzazione. Invece, proprio oggi, l’Asp ha comunicato al sindaco Pietro Puccio che un’altra ragazza è risultata positiva al Covid -19. Si tratta di una giovane che, rientrata dalla Lombardia il 20 aprile scorso, si trovava già in autoisolamento domiciliare volontario. Sottoposta al tampone obbligatorio di fine quarantena, come prevede ormai il protocollo sanitario di profilassi, purtroppo è risultata positiva al coronavirus, per cui è entrata in isolamento domiciliare obbligatorio. La notizia suscita sgomento in paese e riporta tutti alla dura ed amara realtà.

“Purtroppo – dice il sindaco Pietro Puccio – l’avevamo detto e ripetuto più volte, ed oggi lo ribadiamo ancora una volta, senza alcuna enfasi ma, se fosse possibile, con maggiore asprezza e ruvidità: il coronavirus è ancora tra noi, è subdolo ed invisibile, ma non è stato ancora sconfitto. Occorre mettere in pratica tutte le raccomandazioni che ormai da mesi i social, la tv, la radio, hanno reso familiari. Distanziamento sociale tra le persone di almeno un metro, lavarsi spesso le mani ed in maniera approfondita, con l’uso di detergenti e di sostanze igienizzanti, uso di dispositivi personali di protezione (mascherine e guanti monouso), evitare il più possibile assembramenti”.

La cosiddetta Fase 2, con un leggero allentamento delle restrizioni, ha forse erroneamente trasmesso un messaggio di lassismo o di “vittoria” che non trova riscontro nella realtà.

“Il coronavirus – aggiunge Puccio – è stato SOLO LIMITATO, grazie ai divieti ed alle restrizioni imposte dai governi nazionale e regionale, per sconfiggerlo e renderlo veramente innocuo, occorrono i nostri comportamenti prudenti, guardinghi e virtuosi. E se ci permettete, per una volta, di essere anche un po’ ruvidi, smettiamola tutti di invocare vigili, carabinieri o esercito. Essi saranno sempre pochi, per poter montare una guardia spietata ed accanita alla nostra stupidità ed alla nostra incoscienza. Ciascuno di noi deve farsi carico, con vero senso di responsabilità, della propria incolumità, di quella dei propri familiari, soprattutto dei propri figli e dei propri anziani, dei bambini piccoli che, pur essendo colpiti in misura statisticamente marginale, sono dei potenziali portatori sani che, rientrando in casa dalle loro scorribande per strada con gli amici, possono “servire su un piatto d’argento”, in modo tragico e drammatico, il contagio ai propri genitori anziani e malati o ai propri nonni, anche – conclude il sindaco Pietro Puccio – attraverso il più amorevole dei baci o la più affettuosa delle carezze”.

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