Regione, trovato un primo accordo sulla riforma delle Province

Passo avanti della maggioranza per attuare la riforma delle province del governo Crocetta. L’accordo prevede la costituzione di nove Liberi Consorzi in corrispondenza delle attuali province; i comuni potranno scegliere di aderire ai Liberi Consorzi oppure alle tre città metropolitane di Palermo, Catania e Messina.
I comuni avranno la possibilità di istituire nuovi Liberi Consorzi (in aggiunta ai nove) ma dovranno farlo entro 6 mesi dalla riforma e dovranno rispettare comunque un limite di abitanti tra 150 e 350 mila.
A governare i consorzi saranno assemblee di sindaci che non verranno retribuiti. Entro sei mesi dalla riforma i comuni potranno scegliere se sganciarsi dal consorzio originario e crearne uno nuovo a patto di mettere insieme almeno 150 mila abitanti. E’ prevista una lunga fase transitoria in cui il personale resterà in servizio alle province, rimaste in vista per l’ordinaria amministrazione e guidate da commissari. Ma l’obiettivo sarà quello di trasferire le competenze ai comuni e alla Regioni con il relativo personale. “I consorzi – spiega Crocetta – si occuperanno di gestire le funzioni di Srr, ato idrici, politiche turistiche. Il criterio deve essere l’omogeneità territoriale ma non soltanto. Un criterio deve essere la libertà di scelta dei comuni di aderire ai liberi consorzi. O i comuni hanno ragioni vere per stare insieme oppure non ha senso”.
La riforma dovrà essere approvata entro il 15 febbraio altrimenti si torna a votare in primavera per le vecchie province. Ma tra il rimpasto degli assessori e il congresso regionale del Pd, le tensioni tra gli alleati di Crocetta mettono a rischio il via libera.

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