Operazione Horus. Palermo, smantellata la rete dello spaccio alla Zisa

2.322 episodi di spaccio in soli 75 giorni di osservazione sono stati filmalti dai carabinieri della compagnia di San Lorenzo che hanno azzerato la rete della vendita di droga nel quartiere Zisa a Palermo. Il centro del traffico era nella zona a monte di via Colonna Rotta, alle spalle di piazza Indipendenza. Arrestate 32 persone per produzione, traffico e detenzione di droga finalizzata allo spaccio. Coinvolto anche un minorenne, la cui posizione è adesso al vaglio della procura dei minori. Mentre un indagato manca ancora all’appello. Durante le indagini che hanno portato al bltiz antidroga, gli investigatori hanno identificato e segnalato alla Prefettura 29 clienti, arrestato in flagranza 13 persone (denunciandone altre tre), sequestrato due chili di droga e mille euro in contanti. Gli acquirenti si fermavano per pochi minuti con la macchina, in moto o in bici per prelevare le dosi di stupefacente, come documentato dalle riprese video. A guidare l’organizzazione Rosario Bertolino, Giuseppe, Giovanni e Vincenzo Bagnasco, Giuseppe Corradengo e Gaspare Giardina. Secondo i magistrati che hanno coordinato le indagini, questi sei, avrebbero finanziato, promosso, diretto e organizzato l’associazione, recuperando le forniture di droga, reclutando gli spacciatori al dettaglio e custodendo le scorte di hashish e marijuana in nascondigli di cui avevano disponibilità. Ognuno aveva un ruolo. Dal grossista al venditore al dettaglio, passando per il cassiere, la vedetta, il magazziniere. I pusher venivano reclutati nel quartiere, il più delle volte tra componenti degli stessi nuclei familiari, in alcuni casi tra i giovani disoccupati che, come è emerso dalle indagini, percepivano una paga giornaliera di circa cento euro. E’ emersa pure la presenza di una sorta di «prezziario» della droga, che andava dai 5 euro al grammo per la marijuana ai 10 euro per la dose di due grammi di hashish fino ai 30 euro per la dose di un grammo di eroina. Un giro di affari da 2000 euro al giorno. Tra gli acquirenti figurano tossicodipendenti ma anche professionisti, insegnanti, artisti, infermieri, imprenditori. L’attività di spaccio avveniva per strada, anche a pochi passi da bambini e ragazzini che giocavano vicino ai pusher.

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