Carini, cassa integrazione ordinaria per i lavoratori Ansaldo Breda

AnsaldoBreda non chiuderà lo stabilimento di Carini. Finmeccanica, che controlla la società di trasporti, lo ha comunicato nel corso del tavolo con governo e sindacati. Questo non vuol dire che il gruppo guidato da Alessandro Pansa intenda fare marcia indietro rispetto al “deconsolidamento” di AnsaldoBreda, operazione che, nell’ambito della ristrutturazione societaria, rappresenta un tutt’uno con il passaggio di Ansaldo Energia al Fondo strategico della Cassa Depositi e Prestiti e con la vendita, ancora da definire, di Ansaldo Sts. Casomai ci fosse bisogno di una conferma, Pansa ha ribadito davanti alla commissione Attività produttive della Camera, che AnsaldoBreda “deve trovare un collocamento più adeguato rispetto a quello che ha oggi nel gruppo Finmeccanica”. Ma i sindacati possono comunque dire di aver segnato un punto importante stoppando la rottamazione dello stabilimento siciliano, data quasi per scontata fino a poche settimane fa. Per la verità un segnale chiaro del mutato orientamento di Finmeccanica era arrivato il 15 gennaio, con il via libera al ritorno in fabbrica dei lavoratori, fino a quel momento in cassa integrazione a zero ore. Gli ammortizzatori sociali, in ogni caso, soprattutto per l’assenza di nuove commesse, sono inevitabili. Nell’incontro a Roma, tra i rappresentanti della società del gruppo Finmeccanica e dei lavoratori, è stato raggiunto l’accordo che conferma il ricorso alla cig ordinaria, per 13 settimane ma per un numero minore di dipendenti dello stabilimento siciliano rispetto a quello inizialmente previsto: 147 addetti su 153. L’intesa prevede la cig a rotazione da gennaio fino al 4 aprile per 35 addetti (29 operai e 6 impiegati); numero che sale a 39 a febbraio (33 e 6); 56 a marzo (50 e 6) e 74 ad aprile (68 e 6); tutto ciò insieme alla trasferta di altri 25 lavoratori in altri stabilimenti del gruppo. L’intesa prevede pure che Ansaldo Breda verifichi la possibilità di assegnare quote di lavorazioni aggiuntive alla fabbrica di Carini; di questo azienda e sindacati torneranno a discutere entro il mese di febbraio. La notizia soddisfa il vicesindaco di Carini, Salvatore Nazzarini, fedelissimo del sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico Simona Vicari presente al tavolo di concertazione. “Abbiamo inserito la vertenza dei lavoratori dello stabilimento di Carini – afferma Simona Vicari in una nota – nel più ampio quadro societario nazionale, per riuscire a salvaguardare il sito produttivo siciliano”. “Si tratta di un passo iniziale – aggiunge Salvatore Nazzarini – di un percorso complesso, che si immette in una logica di sviluppo, di rilancio e non certo di chiusura di aziende”.

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