TERRASINI. IL GRUPPO CONSILIARE HENRY D’AUMALE SU DEMOLIZIONI

“Siano demoliti i manufatti abusivi, senza se e senza ma”. E’ questa la posizione assunta dal gruppo consiliare “Henri d’Aumale” nell’ultima seduta del Consiglio Comunale in merito al punto all’o.d.g. che riguardava la “Demolizione dei manufatti abusivi già acquisiti al patrimonio indisponibile del Comune di Terrasini, ricadenti nella riserva naturale orientata di Capo Rama”.
Durante un acceso dibattito, che ha toccato momenti di altissima tensione, il gruppo “d’Aumale”, per bocca dei consiglieri Franco Cascio e Antonio Gallina, ha stigmatizzato il fatto che bisogna dare corso a quanto enunciato nella proposta proveniente dal Capo Area Sviluppo Economico del Territorio e, soprattutto, a quanto previsto dalla Legge e quindi procedere alle esecuzioni delle demolizioni.
Ma ancora una volta si è assistito all’ormai consueto atteggiamento veltroniano “maanchista” del Sindaco Consiglio che il gruppo “d’Aumale” ha fatto emergere. Se da un lato, infatti, il Sindaco conferma che la posizione dell’amministrazione è quella derivante dalla proposta del suo capoarea, e cioè la demolizione dei manufatti abusivi, nessuna posizione invece assume su un emendamento proposto dal consigliere UDC Norino Ventimiglia, organico all’amministrazione, con il quale propone di “…approvare la proposta dell’Ufficio relativamente ai manufatti abusivi
ricadenti all’interno della area della Riserva e di valutare i restanti, ricadenti all’esterno (…) da destinare a pubblica utilità”.

Come si concilia la proposta dell’amministrazione di portare avanti la demolizione con la posizione del consigliere Ventimiglia che tende ad escludere quelle che insistono fuori dal perimetro della Riserva?

E come si giustifica il fatto che alcuni manufatti abusivi vengano abbattuti a altri no? Perché usare due pesi e due misure?
“Siamo davanti allora all’affermarsi di una legalità parziale”, ha detto il consigliere Gallina durante il suo intervento.
“Le costruzioni abusive sono frutto di illegalità e vanno abbattute. Tutte.”, ha aggiunto il consigliere Cascio.
Perché “salvare” dalla demolizione alcuni manufatti? Secondo quale criterio? Quello di adibirli a pubblica utilità? E in che modo visto che, da quanto emerso dal dibattito in aula, l’amministrazione Consiglio sembra non avere proprio le idee ben chiare?
Cui prodest?, si sarebbero chiesti i latini.
L’ emendamento, a seguito delle contraddizioni fatte emergere dal gruppo “d’Aumale”, è stato poi ritirato dallo stesso consigliere proponente nell’imbarazzante silenzio del sindaco.

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