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SI RIAPRONO LE INDAGINI SULL’AMARO CASO DELLA BARONESSA DI CARINI

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Si riaprono le indagini sull’amaro caso della Baronessa di Carini, la nobil donna Laura Lanza, assassinata assieme a Ludovico Vernagallo, suo amore proibito.
Una struggente storia di passione avvolta nel mistero, una leggenda che si intreccia con la verità.
Oggi a 500 anni dall’omicidio, il sindaco di Carini Gaetano La Fata ha deciso di vederci chiaro e a pochi mesi dalla conclusione della sua seconda legislatura, ha affidato ad un team di criminologi la riapertura dell’inchiesta sul tragico delitto che ha reso famosa in tutto il mondo, la cittadina normanna. Dal 22 al 25 marzo, gli investigatori di fama internazionale dell’Icaa, International Crime Analysis Association, arriveranno in città per risolvere il mistero grazie all’ausilio di moderni strumenti di indagine.
L’omicidio avviene all’interno del Castello baronale, la dimora della baronessa. Laura Lanza a soli 14 anni era andata in sposa, per volere del padre, al barone di Carini. La leggenda narra che ad uccidere la Baronessa e l’amante sia stato il padre, Cesare Lanza, barone di Trabia e conte di Mussomeli.
L’omicidio sarebbe avvenuto con il beneplacito del marito della vittima. Esisterebbero dei documenti nell’archivio della Chiesa Madre di Carini dai quali risulta che effettivamente Cesare Lanza di Trabia avrebbe ucciso la figlia. Anche gli atti di morte della Baronessa, e di Ludovico Vernagallo sarebbero ancora conservato nella stessa chiesa. Il viceré dell’epoca venendo a conoscenza del duplice delitto inizialmente confiscò i beni a don Cesare Lanza e al barone di Carini. Poi i due nobili sfruttando le loro entrature e appellandosi alle leggi in vigore sulla flagranza dell’adulterio, ottennero il perdono. A distanza di secoli però la vicenda non è stata mai chiarita, soprattutto il ruolo del marito della vittima nel delitto. Una notizia, quella della morte dei due nobili, rimasta nascosta dalle cronache del tempo.
Il primo cittadino di Carini, Gaetano La Fata ha incaricato il Comandante della Polizia Locale Marco Venuti di riaprire il caso. Un caso di omicidio non è mai chiuso finché il colpevole non è stato assicurato alla giustizia. E il Comandante Venuti ha chiesto aiuto a una delle più prestigiose organizzazioni attive nell’ambito dei cold cases: l’Icaa appunto.
Il percorso effettuato dall’assassino all’interno del Castello sarà ricostruito e sarà quindi verificata la dinamica del delitto.
Dal 22 al 25 marzo 2010 il Castello di Carini si trasformerà in un vero e proprio centro di investigazioni e le attività effettuate dagli esperti potranno essere osservate anche dal pubblico. Durante i giorni interessati all’intervento degli esperti CSI, saranno anche organizzati corsi e seminari sulle moderne tecniche di indagine scientifica. Nel team investigativo lo Psicologo e Criminologo Marco Strano considerato uno dei maggiori esperti del mondo di Psicologia investigativa e criminal profiling. I PARTICOLARI E LE INTERVISTE NEL TG

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