Papa Leone XIV benedice il simulacro di San Giuseppe di Borgetto nel 210° anniversario della Congregazione
Una giornata storica, impressa a caratteri d’oro nella memoria della comunità di Borgetto e dei suoi figli oltreoceano. In occasione del 210° anniversario della fondazione della Congregazione di San Giuseppe di Borgetto (Palermo), una delegazione di oltre 80 fedeli – composta da borgettani e da una folta rappresentanza di italo-americani – è stata accolta in Vaticano per un evento memorabile: l’incontro con Papa Leone XIV e la solenne benedizione dei simulacri del Santo.

Sul sagrato di Piazza San Pietro, l’emozione ha toccato il culmine durante l’Udienza Generale di ieri. I rappresentanti della Congregazione hanno portato al cospetto del Santo Padre la celebre statua lignea del Seicento, fulcro storico della Chiesa Madre e della sentitissima tradizione locale delle “Mense di San Giuseppe”.
Accanto al venerato simulacro antico, il Papa ha benedetto anche una seconda statua di 80 centimetri: una fedele replica in miniatura della grande, realizzata grazie ad una sofisticata scansione 3D donata dal club americano.
Questa statua minore sarà destinata proprio alla sede del Borgetto Cultural Association Maria SS Addolorata del Romitello, con sede a Whitestone NY, dove verrà posizionata accanto all’altare della Madonna del Romitello, unendo ancora di più la terra d’origine e la comunità d’oltreoceano.

Papa Leone XIV ha voluto rendere omaggio a San Giuseppe donando personalmente un giglio d’argento. Un gesto dal profondo significato simbolico e araldico: se da un lato rappresenta l’attributo iconografico della purezza del Santo, dall’altro richiama direttamente lo stemma scelto dal Pontefice per il proprio mandato (un giglio d’argento su sfondo azzurro). Questo prezioso dono, che sarà custodito nella Chiesa Madre di Borgetto, suggella il legame indissolubile tra la comunità giuseppina e la Santa Sede, che già nel 2017 aveva omaggiato la Congregazione con la papalina pontificia.

Dietro questo straordinario evento c’è una complessa macchina organizzativa che si è mossa mossa unicamente dal cuore. Il progetto è stato fortemente voluto, ideato e coordinato dal maestro Antonio Bartellino, il quale da anni coltivava questo sogno grazie alla sua storica amicizia con l’Arcivescovo Claudio Maria Celli. “Ho voluto con tutto il cuore portare il nostro simulacro a Roma per ricevere la benedizione del Santo Padre,” ha dichiarato visibilmente commosso Bartellino, esprimendo l’immensa gioia di aver unito in questo cammino i borgettani e i connazionali americani.

Unanime è giunto il ringraziamento da parte di tutte le autorità presenti, che hanno voluto tributare il giusto merito al promotore dell’iniziativa e all’Arciprete di Borgetto.
Il Sindaco Roberto Davì ha espresso il suo orgoglio istituzionale: «Vedere il nome e i simboli di Borgetto nel cuore del Vaticano è stata un’emozione indescrivibile. A nome di tutta la cittadinanza, esprimo la più profonda gratitudine al maestro Antonio Bartellino e a Don Gioacchino Capizzi per l’incredibile intuizione, l’impegno instancabile e la perfetta organizzazione di questo storico evento che dà lustro alle nostre radici.»

Il Presidente della Congregazione, Piero Giambrone, ha sottolineato il valore per i confrati: «Festeggiare i 210 anni della nostra Congregazione davanti al Santo Padre è un traguardo che resterà nella storia. Il nostro grazie più sentito va ad Antonio Bartellino che mi ha preceduto nella guida del nostro sodalizio e padre Capizzi: senza la loro determinazione, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile.»

L’Arciprete don Gioacchino Capizzi ha messo l’accento sulla valenza pastorale: «Questa giornata ha ravvivato il fuoco della fede e della devozione giuseppina nella nostra comunità. Ringraziamo il Signore per averci guidati in questo momento di grazia, amore e devozione.»
Salvatore Pezzino, Presidente del Borgetto Cultural Association, ha parlato a nome della delegazione americana: «Per noi che viviamo oltreoceano, il legame con San Giuseppe e con Borgetto rappresenta la nostra identità più profonda, tant’è che anche nel nostro club allestiamo annualmente una mensa. Poter stringere la mano al Papa e portare in America la riproduzione in miniatura della statua che è stata pure benedetta, è un sogno che si avvera. Vogliamo ringraziare pubblicamente il maestro Antonio Bartellino per aver ideato questa unione e il nostro Arciprete don Gioacchino Capizzi che a giorni avremo nuovamente tra noi a New York.»

A testimonianza del forte legame transoceanico, il Presidente del Borgetto Club Salvatore Pezzino e il suo vice Francesco Inghilleri, sono stati nominati nuovi soci onorari della Confraternita di San Giuseppe.

Il presidente Giambrone ha inoltre consegnato al già socio onorario, Sal Zuccarello, un attestato di benemerenza. L’imprenditore italo americano nativo di Borgetto che, a New York, nel Queens, ha fondato e guida insieme al figlio Pete una solida azienda nel settore floreale, ha personalmente finanziato insieme alla moglie Antoniette, il restauro della statua seicentesca benedetta ieri a piazza San Pietro.


Altri riconoscimenti sono stati consegnati al sindaco di Borgetto Roberto Davi’, a Monsignor Celli e all’Arcivescovo Piero Marini, storico maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie di San Giovanni Paolo II.
L’evento è stato coronato da momenti di straordinaria suggestione come la celebrazione eucaristica in Vaticano presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Claudio Maria Celli. Ma ancor di più quando gli 80 pellegrini borgettani hanno dato vita ad una vera e propria processione con la statua di San Giuseppe, che ha sfilato sia all’interno della Basilica sia nel perimetro esterno di Piazza San Pietro, portando i canti, l’orgoglio e l’identità di Borgetto nel cuore pulsante della cristianità.

I pellegrini sono tornati stamani nella Chiesa Madre di Borgetto dove hanno esposto, alla venerazione dei fedeli, sia il simulacro di San Giuseppe che il giglio argenteo donato da Papa Leone. Resterà nell’altare maggiore fino a domenica pomeriggio.



