Cinisi, inaugurata via Felicia Bartolotta Impastato: «consegniamo al futuro la memoria del suo coraggio»
Una giornata storica per la comunità di Cinisi, quella di oggi, che ha legato indissolubilmente una delle sue importanti arterie stradali al nome di Felicia Bartolotta Impastato.
Una scelta fortemente simbolica e civile che rende omaggio a una donna e madre straordinaria, capace di rompere il silenzio in un tempo e in un contesto in cui la ribellione alla mafia richiedeva un coraggio fuori dal comune.

Dopo il drammatico assassinio del figlio Peppino, Felicia seppe trasformare il dolore più profondo in una battaglia pubblica per la verità e la giustizia. Ha aperto le porte della sua casa, ha parlato a migliaia di giovani e ha continuato, senza mai arretrare di un passo, a chiedere che fosse fatta luce sul delitto. Una testimonianza potente che ancora oggi parla con forza alle nuove generazioni.
L’intitolazione della via rappresenta un passo fondamentale per l’identità del paese, come sottolineato con profonda commozione dal sindaco Cinisi Vera Abbate: «Da donna, prima ancora che da sindaco, sento profondamente il valore della sua storia. Intitolarle una strada a Cinisi era un atto dovuto. Chi passerà da qui leggerà il nome di Felicia, perché continui a indicarci la strada della verità, della giustizia e del coraggio».

Un momento di grande solennità e raccoglimento spirituale si è vissuto con l’intervento dell’Arciprete di Cinisi, don Antonio Ortoleva, che ha ufficialmente benedetto la nuova strada, invocando la protezione sulla via e ricordando il valore sacro della giustizia e della memoria civile.

La cerimonia si era aperta poco prima sulle note dell’Inno di Mameli, eseguito dalla giovane Francesca Mangiapane, dando il via a un momento di forte condivisione.

All’evento erano presenti i vertici territoriali delle Forze dell’Ordine, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, padre Antonio Chimenti, i sindaci dei comuni di Terrasini, Carini, Montelepre e Isola delle Femmine, i familiari, con Giovanni e Luisa Impastato, e le storiche realtà nate da questa eredità: Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, l’Associazione Peppino Impastato, il Centro Siciliano di Documentazione Giuseppe Impastato, Libera e l’Associazione Musica e Cultura.


Insieme a loro, la presidente del Consiglio comunale Antonella Candido, gli assessori, i consiglieri comunali e le realtà del terzo settore come Auser Cinisi, Ali C’è, Paolo La Rosa e la Pro Loco 2.0.

Particolarmente significativi e applauditi sono stati gli interventi dal palco di Luisa Impastato, Umberto Santino e Carlo Bommarito.
Il sindaco Vera Abbate, sul palco ha anche sottolineato che la nascita di questa nuova via è il frutto di un percorso lungo, che ha visto il riconoscimento del lavoro avviato dalle passate amministrazioni. Il primo cittadino ha ricordato l’impegno dell’ex sindaco Giangiacomo Palazzolo, del vicesindaco Aldo Ruffino e dell’allora assessore ai Lavori Pubblici Salvina Di Maggio che supportò gli uffici nella progettazione iniziale.
Un ringraziamento è andato anche a Michele Giaimo, Francesca La Fata e all’on. Toto Cordaro per il prezioso contributo nel percorso di intercettazione dei finanziamenti.

“Le amministrazioni cambiano – è stato rimarcato durante la cerimonia – ma il lavoro fatto per il paese appartiene alla comunità e va riconosciuto».
Un ruolo cruciale è stato svolto dagli uffici comunali, capaci di trasformare gli indirizzi politici in opere concrete. Tra i momenti più alti della giornata, lo straordinario intervento sul palco dell’architetto Giovanni Cavataio, che insieme al geometra Vincenzo Evola e a Maria Concetta Biundo ha seguito l’opera in tutte le sue fasi. Il ringraziamento della comunità si è esteso al segretario generale Cristofaro Ricupati, all’avvocato Salvatore Orlando, agli ingegneri Vella e Viola, all’architetto Lo Porto, oltre all’impresa, agli operai, alle maestranze e a tutti i dipendenti comunali che hanno curato l’impeccabile macchina organizzativa.
La risposta del territorio è stata corale.
Tantissimi cittadini di Cinisi sono accorsi per stringersi attorno alla memoria di Felicia. Da oggi, intitolare questa strada significa aver scelto quale memoria consegnare al futuro: “quella della legalità – ha concluso il sindaco Abbate – della dignità e del riscatto sociale”.



