Borgetto e i suoi emigrati si ritrovano nel segno della Madonna del Romitello

A Barto, in Pennsylvania, l’arciprete di Borgetto, don Gioacchino Capizzi, ha celebrato con un gruppo di emigrati borgettani presso il Santuario di Padre Pio, dove una cappella è dedicata alla Madonna del Romitello. La visita ha rinnovato un legame che unisce la comunità d’origine ai suoi figli emigrati e si inserisce in una storia di fede e di impegno pastorale che ha radici profonde.

Un legame che attraversa l’oceano e continua a custodire la memoria, la fede e l’identità di un popolo. È quello rinnovato a Barto, in Pennsylvania, dove l’arciprete di Borgetto si è recato insieme a un gruppo di emigrati borgettani per celebrare presso il Santuario di Padre Pio.

All’interno del Santuario si trova una cappella dedicata alla Madonna del Romitello, realizzata grazie alla generosità degli sposi Carlo Bordone e Mattia Garofalo, emigrati a New York. Un segno concreto di devozione e di appartenenza, che porta oltreoceano il volto della Madonna del Romitello e il ricordo della comunità d’origine.

Alla celebrazione hanno preso parte numerosi fedeli, il presidente del Club Maria Santissima del Romitello di Whitestone NY, Salvatore Pezzino, e altri membri del Club. La loro presenza ha dato voce a una comunità che, pur vivendo lontano dalla Sicilia, continua a custodire e a trasmettere le proprie radici.

Nell’omelia, l’arciprete ha richiamato l’importanza di rendere gloria a Dio anche attraverso la cura della propria storia e la promozione delle proprie radici. La devozione alla Madonna del Romitello, il legame con San Giuseppe e la memoria del Venerdì Santo non sono soltanto tradizioni da conservare: sono espressioni di una fede condivisa, che racconta il cammino di un popolo e lo accompagna nel presente.

Prendendo spunto dall’immagine del palmo delle mani evocata nell’orazione colletta, l’arciprete ha ricordato che la vita di ciascuno è custodita da Dio. Anche le distanze, le partenze e le nostalgie possono essere affidate a quelle mani: nessuno è dimenticato e nessun legame autentico viene cancellato dal tempo o dalla lontananza. Le mani di Dio raccolgono le storie delle famiglie, il lavoro degli emigrati, la fede tramandata dai genitori e il desiderio di tornare, almeno con il cuore, alla propria terra.

La visita ha richiamato anche la memoria di sacerdoti borgettani che, in tempi diversi, svolsero il loro ministero tra gli italiani emigrati in America. Tra loro monsignor Francesco Valverde, la cui opera pastorale si svolse in Pennsylvania: fu al servizio della comunità di Freeland dal 1904 al 1906, poi parroco a Sant’Antonio di Dunmore fino al 1928 e successivamente trasferito nella chiesa di Santa Lucia. Per il suo indefesso ministero fu nominato monsignore da papa Pio XI il 23 settembre 1929. Morì a Scranton il 14 dicembre 1949.

Accanto a lui, la memoria di Borgetto custodisce anche i nomi di don Luigi Barretta e don Vincenzo Lo Iacono, sacerdoti inviati in terra d’America per accompagnare le comunità di emigrati. La loro presenza testimonia quanto la Chiesa abbia cercato di farsi vicina a chi lasciava la propria terra, offrendo ascolto, cura pastorale e un riferimento capace di mantenere vivo il legame con la fede e con le origini.

Monsignor Valverde si impegnò anche a venire incontro alle necessità degli immigrati, promuovendo strumenti per sostenere la conoscenza della lingua italiana e l’inserimento delle nuove generazioni. La sua vicenda, insieme a quella di don Barretta e don Lo Iacono, ricorda che l’emigrazione non è fatta soltanto di partenze: è anche una storia di comunità che si ricompongono, di fede condivisa e di persone che si prendono cura le une delle altre.

In questa prospettiva, la cappella della Madonna del Romitello diventa un luogo d’incontro tra Borgetto e i suoi figli emigrati. Davanti all’immagine della Vergine si ritrovano ricordi, preghiere e speranze; la devozione si fa ponte tra generazioni e rinnova la consapevolezza di appartenere a una stessa storia.

La presenza dell’arciprete ha rappresentato un segno concreto di questo legame: un anello di congiunzione tra la comunità d’origine e quella che vive negli Stati Uniti. La visita e la celebrazione hanno permesso di condividere la vita della Chiesa, ascoltare le esperienze degli emigrati e rinnovare una vicinanza che si alimenta nella preghiera e nella comunione.

La comunità borgettana, in Sicilia e oltreoceano, continua così a riconoscersi nelle proprie devozioni e nelle proprie tradizioni. La Madonna del Romitello, San Giuseppe e il Venerdì Santo restano parte di un patrimonio spirituale comune: radici vive, capaci di sostenere il cammino di chi è rimasto e di chi, pur lontano, continua a sentirsi figlio di Borgetto.

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