Valle Jato, la denuncia di Liborio Costanza: “Studenti pendolari lasciati a piedi dall’Ast, servono soluzioni strutturali”

L’avvio dell’anno scolastico per la mobilità studentesca della Valle Jato è iniziato sotto il segno dei vecchi disagi. Nei giorni scorsi, e ancora oggi, numerosi studenti pendolari di San Giuseppe Jato e San Cipirello sono rimasti a piedi, impossibilitati a raggiungere in orario le scuole superiori di Palermo e Partinico. A lanciare la dura denuncia è Liborio Costanza, consigliere della Città Metropolitana di Palermo, che punta il dito contro le storiche e croniche disfunzioni del servizio di trasporto pubblico gestito dall’Ast.
“L’azienda si trincera dietro comunicati stampa che invocano scriminanti di responsabilità connesse con il calendario scolastico”, spiega Costanza. “In realtà non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesimo capitolo di una vicenda che si trascina da troppo tempo e che continua a penalizzare centinaia di famiglie dei Comuni della Valle Jato. Il diritto allo studio dei nostri ragazzi non può dipendere dall’efficienza episodica di un servizio che dovrebbe invece essere garantito in modo stabile”.
La beffa è anche geografica. San Giuseppe Jato e San Cipirello distano poco più di 20 chilometri da Palermo e sono collegati direttamente dallo scorrimento veloce Palermo-Sciacca. Eppure, nonostante la vicinanza, gli studenti sono costretti ad alzarsi alle 5:30 del mattino. Un enorme sacrificio che spesso si rivela inutile: a causa dei disservizi e dei ritardi dei mezzi pubblici, i ragazzi non riescono comunque ad arrivare in tempo per il suono della prima campanella.
“È una situazione che si ripresenta identica ogni anno”, incalza il consigliere metropolitano. “Non può più essere gestita in regime di emergenza. Va risolta in via definitiva attraverso misure che garantiscano finalmente l’effettivo esercizio del diritto allo studio”.
Secondo Costanza, i continui ostacoli logistici rischiano di produrre un effetto collaterale pesante: disincentivare l’uso dei mezzi pubblici a favore del trasporto privato. Una scelta che diventa un obbligo forzato per non perdere ore di lezione, ma che si traduce in un carico economico tremendamente oneroso per le tasche delle famiglie e non alla portata di tutti.
“Questo non è accettabile”, ribadisce l’esponente politico, “in un territorio che ha lo stesso identico diritto di ogni altra comunità metropolitana ad accedere pienamente all’offerta formativa del capoluogo”.
In qualità di consigliere della Città Metropolitana di Palermo – ente a cui la legge affida proprio le funzioni di pianificazione della mobilità e della rete scolastica di area vasta – Costanza annuncia che non rimarrà a guardare di fronte a un problema che investe l’intero hinterland.
L’appello finale è rivolto direttamente ai vertici regionali e aziendali: “Auspico che la Regione Siciliana e l’Ast colgano finalmente l’occasione per adottare misure realmente risolutive, e non più palliativi temporanei. Serve un piano strutturale, stabile e adeguatamente finanziato per il trasporto scolastico, che sia il frutto di un confronto serio tra Regione, Ast, Città Metropolitana e Comuni interessati. Dopo decenni di disagi, le famiglie dei nostri studenti pendolari meritano risposte concrete, non ulteriori rassicurazioni destinate puntualmente a essere smentite dai fatti”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Hide picture