Castellammare del Golfo, una mega cornice in ricordo del figlio morto in un incidente

Una cornice panoramica posizionata dalla famiglia Caleca in memoria del figlio «Ciccio» nel «posto più bello del mondo». Così era stato definito dal figlio Francesco, morto a 22 anni il 13 luglio 2020 a causa di un incidente stradale proprio in quell’area: in via Porta Fraginesi, arteria che dal centro cittadino conduce alla statale 187, in zona Madonna della Scala. Si tratta solo di una delle ultime iniziative della famiglia in memoria di Francesco Caleca. Realizzata a grandezza d’uomo per i «selfie» dal posto «più bello del Mondo» la cornice è stata creata dal papà, Antonio Caleca, dal tronco di un ulivo centenario con incisione e marcatura laser. La cornice è stata inaugurata alla presenza del sindaco Nicolò Rizzo e di don Giuseppe Grignano.

I familiari di Francesco, il papà Antonio, la mamma Dina, la sorella Roberta sono un raro esempio di concreto valore civico con continue iniziative che parlano di inclusione, solidarietà e senso civico. Un’area degradata ristrutturata e soprattutto mantenuta con iniziative di pulizia e decoro ambientale che coinvolgono tanti giovani, gli amici di Ciccio, che in sua memoria si impegnano per il bene comune e danno vita ad iniziative di aggregazione.

Un esempio virtuoso culminato con le festività natalizie ed il coinvolgimento di più associazioni di volontariato con la rete del Cesvop Palermo e che si occupano di disabilità: in memoria di Ciccio un maestoso albero della memoria e della speranza con struttura piramidale in legno, un presepe e più giornate all’insegna della generosità e della condivisione dedicate ad anziani e disabili. I familiari sottolineano che “gli amici di Ciccio sono la forza motrice di questi progetti condivisi dalle associazioni e realtà inclusive territoriali che sostengono le iniziative e l’amministrazione comunale con una importante partecipazione corale”. Perché Ciccio diceva che “la vita è gioia” ed il suo sogno “continua a camminare sulle nostre gambe, vive di nuovi sorrisi e gioie”.

E sulle passeggiate ecologiche più volte realizzate per ripulire il posto, Roberta Caleca sottolinea che nascono «dal desiderio di sensibilizzare, non solo i giovani, al decoro e alla pulizia dell’area, spesso ricettacolo di immondizia di ogni genere.

La nostra sfida è contribuire alla tutela dell’ambiente, con una visione del futuro volta a promuovere comportamenti virtuosi».

Con senso civico estremo pur quando qualcuno ha portato via uno dei contenitori in legno per i rifiuti.

«Ogni singolo elemento realizzato nel progetto di valorizzazione de “Il posto più bello del mondo” è ricco di valori affettivi. Confidiamo nel buon senso dell’intera comunità -ha scritto sui social la famiglia Caleca- con l’auspicio che il contenitore sia stato preso in prestito e che possa farvi presto ritorno.

di Annalisa Ferrante

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