Cinisi, dall’8 dicembre apre il presepe semovente di Giacomo Randazzo


È un’opera connotata da un significativo valore storico, antropologico e simbolo dell’identità e della tradizione siciliana il presepe semovente di Giacomo Randazzo che dall’8 dicembre al 22 gennaio potrà essere visitato nel salone del palazzo dei benedettini di Cinisi. 

Fu allestito per la prima volta nel 1955/56 da Lorenzo Randazzo, il padre dell’attuale artista, con meccanismi originali e con una forte caratterizzazione del “Presepe siciliano”. Giacomo Randazzo, ha ripreso e migliorato negli anni il presepe, a partire dal 1988 con la finalità di salvaguardarne la memoria e tramandarla alle future generazioni, ponendo l’attenzione su quei valori quali la solidarietà, l’onestà, la pace e il senso di comunità tipiche della società contadina dell’epoca rappresentata. 

Il Presepe delle arti, dei mestieri e delle tradizioni Siciliane ricco di particolari miniaturizzati e personaggi semoventi meccanizzati è stato inserito nel Registro delle eredità Immateriali (R.E.I.S.)nel libro delle Espressioni dal 12/03/2007, istituito dalla Regione Sicilia, a salvaguardia del patrimonio culturale dell’umanità secondo le indicazioni dell’Unesco.

E’ un’esposizione, in miniatura, di grande rilevanza storico-culturale e antropologica  nella quale la magica atmosfera del Natale è in perfetta armonia con la rappresentazione dei mestieri, delle arti e delle tradizioni siciliane, tipiche della civiltà contadina, pastorizia e artigianale del secondo dopoguerra, oggi in gran parte desuete.

E’ realizzato con materiali reali (tufo, pietra, ceramica, legno, ferro) a partire da una ricerca meticolosa e da uno studio approfondito della storia della tradizione siciliana. I personaggi, attraverso dei meccanismi curati nei minimi particolari, riproducono i movimenti tipici dei diversi mestieri che si rappresentano: il fabbro, il falegname, il calzolaio, la ricamatrice e la filatrice, la senia, il mulino, il vasaio, i muratori, i piaggiatori d’uva, il macinatore di grano, i carretti siciliani, il ricottaio, il forno, il tornio, la lavandaia, e lo spettacolo dei pupi siciliani.

In questo contesto storico si inserisce l’evento della Natività. Ciò avviene senza troppo clamore, in una stalla appena fuori dall’abitato, quasi a voler rafforzare l’idea che l’importanza e la grandezza del Natale è insito nello stesso modello di vita della povera e umile gente, fondata sui valori dell’onestà, della solidarietà e della rinascita spirituale. La Natività è realizzata in movimento con la Madonna che culla instancabilmente Gesù bambino.

Nel centro troviamo la Chiesa nella quale vengono riprodotti elementi (colonne, marmo, affreschi, altare) delle varie chiese di Cinisi , la sagrestia e il campanaro che suona le campane.

Caratteristici del presepe semovente sono gli usi e i costumi della tradizione siciliana: l’allevamento della vacca cinisara e la produzione della ricotta e del formaggio; la pesca e la vendita del pesce; i carretti siciliani, i muri a secco e i bevai; i cibi tipici della cucina siciliana quali la cassata, i cannoli, l’estratto di pomodoro e il pomodoro secco, le arancine, le panelle e fichi d’india; l’abbigliamento siciliano con coppole e gilet; gli attrezzi artigianali e gli utensili da lavoro; la raccolta dei limoni, delle olive, la vendemmia e infine lo spettacolo dell’opera dei pupi.

L’artista Giacomo Randazzo, classe 1952, vive ed opera a Cinisi (Pa). Ha conseguito il diploma di perito chimico e la sua principale attività è stata quella di artigiano del ferro. È scultore di opere in ferro, in pietra di tufo e in ceramica. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive in tutta Italia e sono custodite presso spazi territoriali, collezioni, raccolte, Enti pubblici e privati, gallerie d’arte, al borgo Parrini di Partinico e a Casa Memoria Impastato di Cinisi. 

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