Montelepre, rinnovata la Processione del Venerdì Santo (Video)

La comunità Cristiana di Montelepre è tornata a rivivere l’emozione della Processione del Venerdi Santo, l’atteso evento liturgico per commemorare la Passione e la Crocifissione di Gesù Cristo dopo due anni di stasi dovuti all’emergenza sanitaria da Covid. A Montelepre, il rito sacro si rinnova dal 1834, cioè l’anno successivo dall’atto di costituzione dell’antica congregazione del Cristo Morto che venne fondata nel 1833 da 12 galantuomini del paese che si distinguevano dalle maestranze per status culturale e sociale. Solo loro, rappresentando l’alta borghesia, avevano all’epoca il privilegio di portare il peso del Sacrificio di Gesù. Originariamente, infatti, come dimostrano numerosi documenti che lo storico Don Santino Terranova ha riportato alla luce durante le sue minuziose ricerche, in paese, nella giornata del Venerdì Santo, dalla Chiesa Madre usciva in Processione solo la Madonna Addolorata. Ieri sera, come sempre, il simulacro del Cristo Morto è stato prelevato dalla Chiesa dei Caduti di corso Castrenze di Bella e portato in corteo dalle autorità in Chiesa Madre, dove e’ stato riposto nell’urna vitrea del XVIII secolo, addobbata con rose e garofani Rossi, argenti e pietre preziose. Uscito in processione il feretro è stato seguito dalle autorità civili, militari e religiose: in prima fila  il sindaco Giuseppe Terranova e l’Arciprete don Dario Russo. Presenti anche alcuni cavalieri del Sacro Militare dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio e tutte le congregazioni religiose. A seguire la vara del simulacro della Madonna Addolorata, imponente statua lignea del XVIII secolo custodita nel Duomo cittadino che, avvolta da un pregiato manto nero, è stata tradizionalmente portata a spalla dal ceto delle maestranze, rigidamente in abito scuro. 

Formatasi con il proposito di curare i sentimenti di pietà, così come prevede la regolamentazione che disciplina i confrati, la congregazione scelse l’immagine sacra del Cristo morto per celebrare il culto che maggiormente si ispirasse a questo doloroso momento del Venerdì Santo.

La congregazione, che conta, ancora oggi, numerosi confrati, anticamente era composta da categorie ben definite ed individuate della società. L’evoluzione nel tempo ha consentito anche a fedeli di altre estrazioni sociali di farne parte, ma in tutti è vivo il profondo attaccamento e la devozione, ampiamente manifestato il giorno della solenne processione, durante la quale il religioso silenzio viene scandito dalle marce funebri eseguite dalla banda musicale. Centinaia di fedeli, anche a piedi scalzi hanno seguito i due simulacri sino alla fine. Dopo il rientro dei due simulacri in Chiesa Madre, il Cristo Morto spogliato del suo corredo in oro e delle pietre preziose, è stato avvolto in un lenzuolo bianco, quasi a riecheggiare la Sacra Sindone ed è stato scortato dalla Congregazione fino alla Chiesa dei Caduti, conosciuta da tutti come Batia, in cui viene custodito il simulacro.

 

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