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Firme false per le elezioni a Carini nel 2015, fissata l’udienza preliminare

Ci sono voluti oltre 4 anni dalla presentazione della denuncia e quasi 4 dalla fine delle indagini della DIGOS, per arrivare a fissare la data per l’Udienza Preliminare che vede imputati 3 ex amministratori del Comune di Carini ed i componenti della Commissione Elettorale Circondariale di Carini in carica nel 2015. L’Udienza Preliminare è stata fissata dal G.I.P. dott.ssa Annalisa Tesoriere per il giorno 8 aprile 2021, su richiesta del P.M. dott.ssa Claudia Ferrari.

Tutto parte da una denuncia presentata nel gennaio 2017 dall’allora candidato sindaco per il MoVimento 5 Stelle Ambrogio Conigliaro, che a seguito di un atto ispettivo effettuato a dicembre 2016 presso il locale ufficio comunale sede della predetta Commissione, si accorse di numerose anomalie nella raccolta delle firme per la candidatura di 2 candidati sindaco: Eusebio Dalì e Giovì Monteleone. In particolare delle 6 liste a supporto del Monteleone, ben 4 non rispondevano a quanto previsto dalla legge e 2 di queste liste presentavano numerose firme con identica calligrafia, alcune addirittura raccolte in ordine alfabetico per cognome e nome, come se gli elettori al momento della firma dinnanzi l’autenticatore, si fossero organizzati tra loro mettendosi ordinatamente in fila per cognome e poi per nome.

Nelle stesse liste sono state riscontrate firme oltre 70 firme duplicate, nel senso che erano presenti su 2 liste differenti ma ciò è vietato dalla legge, e moltissime di queste, pur appartenendo allo stesso soggetto sono totalmente differenti tra loro.

La DIGOS, reparto speciale della Polizia di Stato, ha verificato le dichiarazioni di Conigliaro su richiesta del P.M. Claudia Ferrari, lo stesso del processo firme false che ha visto condannati esponenti del Movimento 5 Stelle di Palermo, e si è arrivati così alla richiesta del rinvio a giudizio per gli allora Consiglieri Comunali Valeria Gambino, nei giorni scorsi nominata assessore dal sindaco Monteleone, Alessandro Gambino e per l’ex assessore Marcello Lentini, non più in politica dal 2015, oltre che per l’intera Commissione Elettorale Circondariale. Ai tre viene contestato di aver attestato il falso nell’autenticazione delle firme, rischiando, se rinviati a giudizio, una condanna da 2 a 5 anni.

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