«Maniaci indagato dal 2014». I sindaci di Borgetto e Partinico «non hanno denunciato»

«Appreso che Giuseppe Maniaci è destinatario di un’ordinanza applicativa di misura cautelare, la Procura di Caltanissetta, al fine di evitare ogni possibile strumentalizzazione, rende noto che l’indagine a carico di Silvana Saguto e di altri magistrati e amministratori giudiziari di Palermo non è in alcun modo fondata sulle inchieste giornalistiche di Maniaci e di Telejato, ma su complessi ed estesi accertamenti autonomamente condotti dalla Procura di Caltanissetta e dal Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo. Rappresenta, inoltre, che la Procura di Palermo ha sempre dimostrato fattiva collaborazione nel corso del procedimento sulla gestione dei beni confiscati alla mafia (ndr) e vi è stato un proficuo coordinamento fra gli uffici anche con riguardo all’indagine a carico di Maniaci», è la nota della Procura della Repubblica di Caltanissetta che arriva ad un paio di ore dalla conferenza stampa al Tribunale di Palermo sull’operazione Kelevra dei carabinieri della compagnia di Partinico. Durante l’incotro con i giornalisti il procuratore Francesco Lo Voi ha spiegato i retroscena dell’indagine partita nel 2013 e che ha travolto Pino Maniaci allontanato dal territorio perché –ha affermato Lo Voi- «sfruttava la professione giornalistica e la sua notorietà per avere in cambio delle cose». Il direttore di Telejato è indagato per estorsione: avrebbe chiesto denaro e favori ai sindaci di Borgetto e Partinico. In conferenza si è parlato pure dell’uccisione dei due cani di Maniaci: «Era pienamente consapevole –ha detto Lo Voi- che non si trattava di un attentato mafioso, ma di un fatto legato a questioni personali». Il procuratore di Palermo ha tenuto a precisare che «l’indagine a carico del giornalista è nata nel 2014. Non c’entra nulla – ha spiegato – la campagna televisiva che Maniaci ha fatto su altre vicende». Il riferimento è al caso Saguto. «Non ci serve l’antimafia di Maniaci», ha aggiunto il procuratore aggiunto Vittorio Teresi. Alla domanda se i sindaci di Partinico e Borgetto, Salvo Lo Biundo e Giocchino De Luca, avessero denunciato Pino Maniaci o se hanno fatto ammissioni solo dopo essere stati chiamati dalla Procura, i magistrati hanno risposto con un secco «non hanno denunciato».

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