Gestione rifiuti Ato2, indagato sindaco Capizzi e altre 52 persone

Il sindaco di Monreale, Piero Capizzi è indagato per corruzione per un atto d’ufficio e corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio.
Il suo nome, infatti, figura fra i 53 destinatari di un avviso di garanzia emesso dalla Procura di Palermo, a conclusione delle indagini condotte dal pm Enrico Bologna. La maxi inchiesta sulla quale la Procura lavora già dal 2011 riguarda le vicende dell’Alto Belice Ambiente, società fallita nel dicembre del 2014, che curava il servizio di smaltimento dei rifiuti nell’ex Ato 2.
La vicenda che riguarda Capizzi è legata ad un episodio verificatosi il 20 dicembre del 2013, quando l’attuale primo cittadino, ai tempi consigliere comunale, conversando con una dipendente di un esercizio commerciale (anche lei oggi indagata), raccolse le sue lamentele per un servizio di spazzamento che lasciava molto a desiderare nella zona di via Epifanio. La donna, al riguardo, avrebbe chiesto all’allora consigliere di occuparsi della vicenda. Capizzi, quindi, avrebbe chiamato il caposquadra dell’Ato Giuseppe Pupella, considerato dagli inquirenti elemento di spicco di tutta questa indagine, chiedendogli un intervento di pulizia nella zona in questione. Pupella, che era intercettato, avrebbe risposto di essere a conoscenza della problematica, affermando che avrebbe effettuato il servizio e che sarebbe andato sul posto per mangiare il panettone e bere lo spumante, considerato che il periodo era quello natalizio.
Questo, per la Procura farebbe configurare i reati che oggi vengono contestati al sindaco. ”Ho chiesto di essere sentito e sono già stato sentito – dice Capizzi a Monreale News – chiarendo la mia posizione di totale estreneità alla vicenda. Ho la coscienza a posto e per questo non ho timore. La mia storia, personale, professionale e politica dimostra che ho sempre lavorato al servizio della collettività”.
Adesso il pm Bologna deciderà se archiviare la posizione di Capizzi, che è difeso dall’avvocato Giuseppe Botta, o se richiedere il rinvio a giudizio.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri della compagnia di Monreale e che in passato hanno portato pure al licenziamento di alcuni dipendenti della società sorpresi in flagrante, mentre erano intenti a rubare il carburante dai mezzi mentre si recavano in discarica. Quello ricostruito dai carabinieri è un sistema dalle tante articolazioni che consentiva – secondo la procura – diversi reati. Giuseppe Pupella, capo squadra dell’Ato è accusato di avere intimidito tre colleghi. Pupella avrebbe fatto irruzione nella sede amministrativa della società, nel febbraio 2014, per sottrarre la documentazione relativa ai rifornimenti di carburante degli autocompattatori. Sotto indagine ci sarebbero anche i gestori di due impianti di distribuzione.
L’inchiesta riguarda pure la falsificazione dei fogli firma per favorire l’assenteismo e il conferimento illecito di rifiuti.

Monrealenews

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