Ex province, la protesta dei sindaci: tutti candidati in massa contro la Regione

Si candidano in massa i sindaci del palermitano per conquistare la guida della città metropolitana, il nuovo ente che ha preso il posto della vecchia provincia. Si tratta di una protesta provocatoria contro il governo regionale che non ha ancora annullato la data delle elezioni fissate al 29 novembre. Il governo Renzi infatti aveva impugnato la legge approvata dal parlamento siciliano chiedendo di modificare la norma perchè in constrasto con la legge nazionale. La Regione però non solo non l’ha fatto, ma non ha nemmeno annullato la data delle elezioni inizialmente fissata al 29 novembre, con il risultato che la macchina elettorale è già partita. E domenica scade il termine per la presentazione delle candidature. Così, per protesta, 54 sindaci hanno deciso di candidarsi in massa. Oltre al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, in campo ci sono tra gli altri anche i sindaci del comprensoio, come Stefano Bologna e Gian Giacomo Palazzolo. “Viviamo, ormai da tempo in una situazione che più volte abbiamo definito di ‘calamità istituzionale'” dichiara Orlando. “Una situazione di stallo e di indeterminatezza che rischia di avere gravi ripercussioni sulla credibilità di tutte le istituzioni siciliane”. Infatti la politica regionale in questi ultimi giorni è stata troppo impegnata con la crisi di governo e i vari rimpasti e il risultato è che soltanto dalla prossima settimana si potrà bloccare tutto. Ma sarà già troppo tardi perchè, la legge, ancora in vigore oggi, prevede che i sindaci debbano candidarsi entro questo fine settimana. Insomma, un vero pasticcio. Quella che era stata sbandierata da Crocetta come una riforma epocale si sta dimostrando un vero flop.

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