PUNTA RAISI. OPERAZIONE GDF ALL’AEROPORTO FALCONE E BORSELLINO – Tele Occidente

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PUNTA RAISI. OPERAZIONE GDF ALL’AEROPORTO FALCONE E BORSELLINO

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza in servizio presso l’aeroporto “Falcone-Borsellino”, in collaborazione con la locale sezione doganale e il Corpo Forestale dello Stato, hanno rintracciato ed impedito un’illecita importazione di animali imbalsamati, tutelati dalla Convenzione Internazionale di Washington, che regolamenta il commercio, in termini di esportazione, importazione, transito, trasbordo o detenzione a qualunque scopo, delle specie protette di fauna e flora minacciate di estinzione, nei 130 Paesi che hanno aderito all’accordo. In particolare, si è tentato di importare 6 urne contenenti rarissimi esemplari di cuccioli di squalo della specie “Selachimorpha” e 5 teste di coccodrillo della famiglia “alligator mississippiensis”, specie in via di estinzione del sud America. Ad insospettire i militari delle Fiamme Gialle, impegnati nei controlli ai passeggeri sbarcati dal volo proveniente da Miami – via Roma-Fiumicino è stato l’atteggiamento tenuto dai soggetti controllati, di nazionalità italiana, che hanno tentato rapidamente e nervosamente di attraversare indenni gli spazi doganali portando con sé i propri bagagli a mano. Una volta fermati, gli stessi non hanno dichiarato quanto trasportato ma, anzi, si sono dimostrati piuttosto evasivi e frettolosi nel voler attraversare il varco doganale.
Un controllo più approfondito, quindi, dei finanzieri e dei doganieri, ha permesso di rintracciare, occultate nei bagagli a mano, le urne contenti i cuccioli di squalo nonché le teste di coccodrillo. Immediata è scattata la richiesta di ausilio di personale del Corpo Forestale operante in aeroporto, il quale ha da subito confermato le impressioni dei militari operanti, ovvero che non ci si trovava di fronte a semplici riproduzioni ma a veri e propri rarissimi animali imbalsamati.
Ai tre studenti palermitani, tutti trentenni, è stata applicata la normativa vigente che prevede il sequestro di quanto si è tentato di importare, oltre alla contestazione di sanzioni pecuniarie, salatissime, sino a Euro 6200 per ciascun trasgressore.

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