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CARINI. ALTRA MEZZ’ORA DI SCIOPERO PER I DIPENDENTI ITALTEL

Prosegue lo stato di agitazione dei lavoratori dell’Italtel contro l’ipotesi di chiusura della sede di Carini annunciata nei giorni scorsi dall’azienda. Stamani, i dipendenti hanno incrociato le braccia davanti lo stabilimento dalle 10,30 alle 11. 400 i posti di lavoro a rischio. Le organizzazioni sindacali, che mercoledì scorso dopo aver manifestato davanti Palazzo dei Normanni, hanno preso parte ad un incontro convocato dalla commissione regionale alle attività produttive presieduta da Salvino Caputo, hanno chiesto al Governo regionale, di farsi parte attiva nel sostenere una azienda che opera nel territorio e che contribuisce alla crescita dell’economia. Con la chiusura dell’Italtel di Carini, oltre alla perdita di centinaia di posti di lavoro, fatto in sé gravissimo, rischia di scomparire una prospettiva occupazionale per le nuove generazioni, per i futuri diplomati e laureati tecnici, che guardano a questa azienda come una grande opportunità di lavoro. Per i sindacati è necessario che il Governo regionale prenda posizione in questa vertenza, richiamando anche il governo nazionale ad assumere delle responsabilità rispetto al problema sollevato attraverso atti concreti. E’ necessario che da Roma vengano accelerati i progetti che avrebbero una ricaduta positiva sul settore e quindi su Italtel. Il Governo Berlusconi dovrebbe liberare le risorse disponibili per avviare il piano sulla Banda Larga, consentendo così, alle aziende come Italtel, di inserirsi nel processo di ammodernamento delle reti di Telecomunicazioni. Il presidente della commissione regionale attività produttive Salvino Caputo si è impegnato a presentare una mozione specifica all’Ars e di convocare poi i vertici di Italtel. Caputo, inoltre, chiederà al governo regionale , agli assessori coinvolti e al governatore Lombardo di prendere posizione sulla vicenda. Seguirà quindi assieme ai parlamentari nazionali siciliani, una richiesta di incontro con il Ministro dello Sviluppo economico Scajola e il vice ministro Romani. Infine, è stata inoltrata la richiesta di un incontro con il prefetto di Palermo Giancarlo Trevisione.

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