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SAN GIUSEPPE JATO. “CLAN BRUSCA”: ANNULLATI 4 ORDINI DI CUSTODIA

Lasciano il carcere Giuseppe Brusca 78 anni, -zio del pentito Giovanni Brusca- che sconterà la pena ai domiciliai e il genero Tommaso Lo Forte, imprenditore edile rimesso del tutto in libertà. I due erano stati arrestati nel novembre scorso perché considerati i presunti reggenti della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato. Ordini di custodia annullati anche per i cugini Stefano e Giovan Battista Vassallo, che finirono in manette nella stessa operazione. Il primo resta però in carcere ma per altre accuse legate alle estorsioni in paese per le quali è stato condannato a 8 anni in primo grado. Mentre Giovan Battista Vassallo rimane in cella perché secondo l’accusa avrebbe ucciso Angelo Lo Voi, un pastore di San Cipirello assassinato il 2 agosto 2006. L’indagine che ha coinvolto i quattro è stata condotta dai Carabinieri e coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia, riguarda il gruppo che sarebbe stato guidato da Giuseppe Brusca e che sarebbe stato avversario della famiglia retta da Giovanni Genovese, alleato dei boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Secondo l’accusa, Giovan Battista Vassallo, avrebbe partecipato all’omicidio di Angelo Lo Voi, ucciso nelle campagne di San Cipirello per non avere voluto cedergli un terreno a un prezzo pari a un terzo del valore reale. Dopo le pesanti pressioni, Lo Voi si sarebbe rivolto all’anziano patriarca, che l’avrebbe rassicurato sulla vicenda. Ma il pastore fu lo stesso assassinato. La posizione del genero di Brusca, Tommaso Lo Forte, invece, è stata l’unica ad essere stata riconosciuta del tutto estranea al contesto delineato dagli inquirenti.
FONTE GIORNALE DI SICILIA

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