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CINISI. IL 7 DICEMBRE SI RICORDA FELICIA IMPASTATO

“Noi che davanti al corpo offeso dei nostri figli abbiamo detto “mai più”, ogni volta e di nuovo, inutilmente”. Così scrive Haidi Giuliani nel suo appello rivolto alle madri rese “orfane” dallo Stato e dalla violenza fascista ed è a loro che abbiamo deciso di dedicare la giornata del 7 dicembre 2009, quinto anniversario della scomparsa di Felicia Bartolotta Impastato, madre di Peppino. Negli ultimi anni abbiamo assistito a numerosi casi di giovani caduti vittime della repressione e dell’abuso di potere delle forze dell’ordine, a volte a veri e propri assassini di Stato, accaduti nelle piazze o nelle carceri, come dimostrano le morti di Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino, ecc., e le più recenti di Stefano Cucchi e di tutti gli altri 146 nell’ultimo anno che non hanno avuto spazio nella diffusione mediatica. Assassinii il più delle volte impuniti, coperti da depistaggi, senza giustizia, archiviati o puniti con pene irrisorie. A loro si aggiungono gli omicidi per mano fascista, anche questi spesso lasciati senza giustizia a causa di coperture politiche.
Non manca mai il tentativo di insabbiare, di infangare le vittime e di salvare i colpevoli, casomai promuovendoli. Non manca mai il dolore di una madre, che a volte si tramuta in coraggio, forza d’animo, voglia di portare alla luce alla verità. Felicia ha vissuto tutto questo, lei che dopo la morte del figlio caduto vittima di un omicidio politico-mafioso il 9 maggio del 1978, ha affrontato a testa alta chi voleva trasformarlo in un terrorista esploso con la sua bomba, contrastando il loro piano diffamatorio con il semplice racconto della verità e la richiesta di giustizia con la costituzione di parte civile. In lei si riconoscono Haidi Giuliani (madre di Carlo ucciso a Genova il 20 luglio del 2001) e Stefania Zuccari (madre di Renato Biagetti ucciso a Focene il 27 agosto del 2006) che il 7 dicembre a Cinisi riporteranno la loro esperienza in un dibattito che si svolgerà alle 17.30 presso il Salone Comunale sito in Piazza Vittorio Emanuele Orlando. Il filo delle parole partirà da Cinisi e le ricollegherà con una realtà d’oltreoceano, l’Argentina degli anni ’70, della dittatura militare, dei migliaia di giovani “desaparecidos” e delle loro madri in lotta per la verità, le “Madres de Plaza de Mayo”. All’altro capo ci sarà Nora Cortinias, appartenente alla linea fundadora, che ci racconterà della loro determinazione e della loro innovativa forma di protesta divenuta poi un esempio globale.
Il “fare memoria” si trasformerà poi in atto teatrale, con la messa in scena de “Un segno del tempo chiamato memoria” di e con Maria Teresa De Sanctis e con Letizia Porcaro, Maria Stella Lo Bianco, Mara Montante; e, infine, in musica con l’esibizione del Collettivo Musicale Peppino Impastato nel live “Amicu de la storia mia”.

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