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MAFIA. CHIESTE PENE PER 173 ANNI AL CLAN LO PICCOLO

Pene per complessivi 173 anni di reclusione sono state chieste dal pm della Dda di Palermo Marcello Viola nei confronti di 23 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione aggravata, traffico internazionale di droga, detenzione di armi e favoreggiamento. Il processo si svolge in abbreviato davanti al Gup Mario Conte. Sul banco degli imputati ci sono vertici del clan mafioso di San Lorenzo, guidato dai boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo, uomini d’onore della famiglia, i collaboratori di giustizia Francesco Briguglio e Francesco Franzese e tre commercianti che, negando di avere subito le richieste del racket, secondo la Procura, avrebbero favorito Cosa Nostra. Dei 23 imputati, 20 sono ritenuti uomini del clan Lo Piccolo; i restanti sono commercianti imputati per favoreggiamento. Tra i primi le pene più pesanti sono state chieste per Fabio Chianchiano 16 anni, 15 per Gabriele Davì, 10 anni per Rosolino Di Maio e Antonino Mancuso. Nove gli anni invece chiesti per Giuseppe Bruno, Domenico Ciaramitano, Salvatore Davì, Salvatore Di Maio, Gaspare Di Maggio, Roberto La Vardera, Giuseppe Lo Verde e Domenico Serio. Sono invece 8 i mesi di reclusioni richiesti per Rosalia Messina, Leonardo Ragusa e Vincenzo Schillaci, i tre commercianti accusati di favoreggiamento per aver negato le estorsioni subite. Nell’udienza di ieri anche gli avvocati delle parti civili ammesse al dibattimento hanno terminato le loro arringhe. La sentenza è attesa per fine novembre.

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