CARINI. STASERA AL CASTELLO “U CURTIGGHIU DI LI RAUNISI” – Tele Occidente

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CARINI. STASERA AL CASTELLO “U CURTIGGHIU DI LI RAUNISI”

Questa sera alle 21,30, nell’atrio del Castello di Carini, l’associazione Rizoma con il gruppo teatrale “Così…per Passione” mettono in scena “U curtigghio ri raunisi”. L´idea di mettere in scena il “Cortile degli Aragonesi”, vastasata  del `700 di autore  ignoto il cui testo è stato rielaborato da Ino Cardinale, è nata dal progetto “Genius Loci” del gruppo teatrale “Così…per Passione” e adottato dall´associazione di studi e iniziative culturali “Rizoma”. Il Genius Loci è lo specchio di un luogo, l´insieme di costumi, cultura, ambiente e natura che costituiscono l´essenza di un popolo e del luogo che abita. “Il Cortile degli Aragonesi” è proprio il luogo dove il dramma, la farsa, la beffa, l´amore, la lealtà, la solidarietà e l´egoismo di uomini e donne prendono corpo e sviluppano tutta la loro drammaticità o comicità. Nel cortile, l´amore di Nofrio e Lisa si contrappone all´egoismo dei rispettivi genitori, Cosimo e Laura e all´invidia di Betta, la sorella di Nofrio. Il Barone, con il suo seguito, pensa di poter esercitare la sua autorità ed invece è sbeffeggiato dai popolani, che così si difendono. Con la farsa, nido e gabbia in cui si rifugiano, si sottraggono all´ingiustizia ed alla sopraffazione. Il Cortile è lo spazio di rappresentazione di un intero popolo, quello siciliano, nel quale sono dunque in scena pregi e difetti, ma nella rielaborazione proposta le qualità e i vizi dei siciliani sono esasperati grottescamente. Sicché Il Cortile diventa anima e corpo della farsa, della commedia, della tragedia, nel quale si muovono trentadue attori che interpretano e reinventano se stessi. Nofrio, Cosimo, Lisa, Laura insieme al dutturicchiu il Barone, a Birnardu Don Parpaglione e a Caloriu che fa Calogero, il ruffiano di corte. Agli attori si affiancano tre maschere, Iacupu, Aatidda e Ciuzza, che si muovono tra i vari personaggi ricordandogli sempre quello che sono attraverso il proverbio popolare, la summa della saggezza del nostro popolo, il mezzo attraverso il quale non dimenticare mai quello che siamo.

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