OFRIA: “PEPPINO IMPASTATO ERA UN’ATTENTATORE”

Sono trascorsi più di trent’anni dall’uccisione di Peppino Impastato e il nipote del boss Tano Badalamenti, sostiene oggi che il giovane attivista di Democrazia proletaria, assassinato su ordine di Cosa nostra era “un attentatore”, uno che “voleva ammazzare delle persone”, mettendo una bomba sulla ferrovia, “e per questo è morto”. Il nipote di Badalamenti, condannato per l’omicidio di Impastato, è Gaspare Ofria, arrestato il 22 maggio scorso per mafia dai carabinieri del Ros nell’operazione “Centopassi”. L’uomo in una intercettazione definisce Peppino Impastato “l’anticristo”, uno che “era contro il sistema”, e sostiene che era un attentatore, perché voleva far esplodere un treno. Si tratta della stessa tesi (in realtà un depistaggio) che venne fatta circolare subito dopo l’omicidio. E che a distanza di vent’anni la procura ha smentito con le indagini che hanno portato sotto processo Badalamenti. Nella conversazione registrata dal Ros, Ofria tenta di infangare l’immagine di Impastato, sostenendo pure che “era un politico, e di conseguenza anche lui era un po’ sporco”. E poi attacca il film “I cento passi” sostenendo che “è una grande stronzata”, perché per Ofria “la maggior parte delle scene sono completamente inventate…”. Per il nipote di Badalamenti, Peppino “è adesso un fenomeno, un Che Guevara siciliano che la politica si è inventato per strumentalizzare un argomento, e prendere forza per rovesciarla contro altre persone…”.

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