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E’ ARRIVATO IN ITALIA IL BOSS ROSARIO GAMBINO ESPULSO DAGLI STATI UNITI

Dopo l’atteso mancato arrivo di ieri per un improvviso malore, l’esponente della mafia Rosario Gambino, espulso dagli Stati Uniti, e’ arrivato questa mattina in Italia. Gambino e’ accompagnato da quattro funzionari dello Sco, il Servizio Centrale Operativo. Indagato dal giudice Giovanni Falcone e coinvolto in Italia nello storico processo ”Pizza Connection”, il boss e’ giunto a bordo di un aeromobile di linea dell’Alitalia da Miami, atterrato all’aeroporto di Fiumicino alle 8.47.Il palermitano Rosario Gambino, giunto in Italia questa mattina, ha 67 anni ed e’ un esponente di spicco dell’omonima organizzazione mafiosa newyorkese, considerata una delle cinque famiglie piu’ potenti della ‘Cosa nostra’ americana. Dopo aver terminato di scontare una condanna a 22 anni di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti, Gambino, non avendo mai conseguito la cittadinanza statunitense, una volta scontata la pena, e’ stato colpito da un provvedimento di espulsione, come previsto dalle leggi americane. Il boss, in Italia, era latitante dal giugno 1980, allorquando nei suoi confronti venne emesso dall’allora giudice istruttore Giovanni Falcone un mandato di cattura per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati di indole mafiosa (all’epoca non esisteva il reato di associazione mafiosa configurato nell’art. 416 bis codice penale) e per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Stando alle informazioni acquisite dalla polizia di Stato, Gambino, emigrato negli Usa negli anni ’60, con i fratelli Giovanni e Giuseppe, era riuscito a conquistare un ruolo di vertice all’interno della ‘family’ di New York, guidata dal boss Carlo, capo indiscusso di quella consorteria mafiosa, giunto a comandare 25 clan con oltre 950 affiliati. Secondo il Federal Bureau of Investigation, l’attuale capo della famiglia Gambino sarebbe John Jackie Nose D’Amico, strettamente collegato al boss John Gotti. Nell’ambito delle diverse attivita’ illecite della famiglia mafiosa, Rosario Gambino ed i suoi fratelli hanno, da sempre, gestito il business del traffico di droga ed il conseguente utilizzo dei proventi illeciti in proficui investimenti negli States. Nel 1979, i fratelli Gambino vennero coinvolti nelle indagini sul presunto rapimento dell’ex banchiere Michele Sindona, abituale frequentatore, durante la sua permanenza negli Usa, della famiglia Gambino. Fu Falcone a interessarsi dell’episodio che coinvolgeva il bancarottiere, evidenziando il ruolo gestionale avuto dalla mafia siculo-americana nel sequestro in questione. Nelle indagini svolte all’epoca, emerse che il ‘regista’ della vicenda era stato il fratello, Giovanni Gambino, detto ‘John’. Rosario e’ legato ai grandi processi di mafia, tra cui la nota indagine sul vasto traffico di droga tra Italia e Stati Uniti d’America del 1979, meglio conosciuta come ‘Pizza Connection’. Per le sue attivita’ criminali nel settore degli stupefacenti, negli Stati Uniti d’America, Gambino, nel 1984, fu condannato dai giudici americani a 45 anni di carcere, di cui 22 scontati. Nel marzo 2007, e’ stato scarcerato dal Federal Correctional Institute di Terminal Island in California ed internato nel centro per immigrati di San Pedro, in California, per essere poi espulso.

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