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MAFIA. UN LIBRO EDITO DA MONDADORI SULLA VITA DEL PENTITO GIUSY VITALE

Tratto dal blog Liberamente

Dal pentimento a un libro scritto con Camilla Costanzo figlia di Maurizio scampato al pesante attentato mafioso di via Fauro. Giusy Vitale torna a far parlare di sé. Il volume dal titolo “Ero cosa loro” (Mondadori) è stato scritto da Camilla Costanzo con Fabio Canavari e sarà presentato nelle prossime settimane con la partecipazione del Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso.

Grasso, secondo le indiscrezioni riportate dal sito Dagospia di
Roberto D’Agostino, pare che lo abbia letto passo passo. Costanzo jr ha avuto contatti diretti con Giusy Vitale, ma sempre in luoghi casuali e dopo lunghe attese, per fare domande sulla vita dei pentiti, sulla storica cosca di Partinico e ricavare spunti per il libro: caselli autostradali e piazzole di sosta, per esempio, sempre con il terrore di poter essere inquadrati dal mirino di qualche killer. Giusy, tutta casa e Cosa nostra, non ha avuto dubbi sulla bontà dell’operazione e ha parlato.
Tantissime le sigarette consumate dall’autrice per scrivere questo volume mondadoriano, ancora di più di quelle bruciate abitualmente.

Un libro che farà discutere specie a Partinico, che scatenerà la curiosità dei cittadini su eventuali particolari che potrebbe riportare, che accenderà qualche dubbio sulla bontà o meno di questa operazione “letteraria”.

Un’innocente domanda del figlio di Giusy Vitale, secondo il racconto della stessa protagonista, avrebbe cambiato tutto: “mamma cos’è la mafia?”. Da qui il suo pentimento e la decisione di accettare di raccontare in un libro la sua vita e la sua esperienza dentro Cosa Nostra.

Giuseppina è l’ultima nata di una famiglia numerosa di contadini: prima di lei ci sono tre fratelli e una sorella. La vita della famiglia Vitale prosegue come quella di tante altre fin quando i fratelli maggiori cominciano ad avere piccoli guai con la giustizia. Nel giro di qualche anno i Vitale iniziano a frequentare stabilmente le carceri italiane e diventano il braccio armato dei Corleonesi di Totò Riina. Il salto di livello della loro affiliazione ha effetti immediati nella vita della famiglia: in casa si respira una violenza terribile, volano botte e minacce ai genitori e alle sorelle, spuntano armi e odore di polvere da sparo.

Giusy ben presto si trova coinvolta nella gestione dei loro sporchi affari, soprattutto quando finiscono in carcere. Lo fa così bene che il fratello Leonardo, da dietro le sbarre, comunica agli altri affiliati che il suo successore è proprio Giuseppina. Però un’innocente domanda del figlio di Giusy, a sua volta arrestata e detenuta all’Ucciardone, porta l’ex mafiosa a cambiare rotta e a mettersi al servizio della giustizia. Le sue dichiarazioni hanno consentitoo alla magistratura di condannare definitivamente i fratelli della donna e gli affiliati della famiglia che ha ripudiato in toto l’ex donna in gonnella.

La storia raccontata in questo libro mescola gli elementi “classici” delle storie di mafia, i riti di iniziazione, le armi, la violenza, con quelli assolutamente inediti dell’amore materno.

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