18 Ottobre 2021

Sparatoria a Cinisi, molti punti oscuri su complici e arma utilizzata dal carinese Daricca

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Ha cercato di giustificarsi Vincenzo Carlo Daricca, il 19enne di Carini che ha sparato contro i fratelli Roberto ed Emanuel Bozzo di Cinisi nella notte tra sabato e domenica. “Volevo solo spaventarli, non volevo ucciderli – ha detto agli agenti della Questura di Palermo dove si è costituito presentandosi con il suo avvocato Maurilio Panci – ho mirato alla macchina, forse ho sparato una decina di colpi. Uno dei due aveva dato un pugno alla mia fidanzata”. Affermazioni che Daricca ha ripetuto al Gip Clelia Maltese nell’interrogatorio, sottolineando di sperare che il 23enne Roberto Bozzo, che è ancora ricoverato all’ospedale civico di Partinico in prognosi riservata, riesca a salvarsi. Le condizioni di Bozzo sono delicate ma, non sarebbe in pericolo di vita. In ogni caso il fermo di Vincenzo Carlo Daricca e’ stato convalidato ed attualmente è detenuto al carcere Pagliarelli di Palermo. Si ritrova in galere con l’accusa di tentato omicidio aggravato dai futili motivi, detenzione abusiva di arma e munizionamento, nonché di ricettazione. Le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Carini con il coordinamento del procuratore aggiunto Ennio Petrigni e del sostituto Chiara Capoluongo hanno finora permesso di accertare lo sfondo in cui è maturata la sparatoria messa in atto dall’indagato in pieno centro abitato a Cinisi.  L’epilogo tragico di un sabato sera segnato da un litigio cominciato nella piazza di Terrasini tra due ragazze, poi degenerato in rissa. Non si sa ancora cosa abbia innescato la miccia tra una sorella della fidanzata di Daricca ed una ex del suo attuale ragazzo, che è cugina di Roberto ed Emanuel Bozzo. Fatto sta che dagli insulti verbali sarebbero arrivate alle mani al punto che amici e parenti delle due fazioni sono dovuti intervenuti intervenire. Ed in questo frangente,   uno dei fratelli Bozzo, a detta di Daricca,  nel mucchio avrebbe dato un ceffone alla sua fidanzata Il giovane, secondo la stessa confessione rilasciata poche ore dopo la sparatoria, sarebbe andato a recuperare una pistola che custodiva nella sua auto. Ma non è ancora chiaro dove l’abbia presa o chi gliel’abbia data. Gli inquirenti, infatti, non escludono che il giovane possa avere avuto dei complici nel raid punitivo messo a segno poco dopo. Daricca dopo aver raggiunto la propria auto sarebbe tornato in piazza ma non vi avrebbe trovato più nessuno dei contendenti. Sul posto erano intervenuti i carabinieri della locale stazione per sedare gli animi e riportare l’ordine. Quindi, si sarebbe messo alla guida della propria auto alla ricerca dei fratelli Bozzo che, nel frattempo erano arrivati in corso Umberto a Cinisi e si erano  fermati al distributore Q8 dove sono stati raggiunti da una pioggia di proiettili.  Almeno cinque i colpi esplosi da Daricca verso i due fratelli. Daricca ha ammesso di avere raggiunto Cinisi con un’altra persona di cui non ha voluto rivelare l’identità. Di essere sceso dall’auto e di aver sparato contro la macchina sui cui si trovavano i fratelli Bozzo – “non volevo prenderli – ha ribadito – sparavo contro l’auto non contro di loro”. Subito dopo sarebbe andato  nella sua casa di Carini a prendere le sue cose e si sarebbe diretto allo Zen dove ha un’altra abitazione insieme alla fidanzata, aspettando il mattino per chiamare il proprio avvocato. I carabinieri nelle ultime ore sono riusciti ad ascoltare Roberto Bozzo che, nonostante le sue precarie condizioni per le ferite riportate nell’agguato, avrebbe risposto alle domande degli investigatori e riconosciuto in foto Carlo Vincenzo Daricca quale suo aggressore.

 

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