Tragedia Nuova Iside, il Ministero della Difesa parla del recupero del relitto

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“La Marina militare potrebbe mettere a disposizione il proprio personale specializzato per il recupero del relitto del peschereccio Nuova Iside”.

È quanto affermato dal senatore Vincenzo Santangelo a seguito della risposta pervenuta all’interrogazione a sua prima firma presentata per far luce sul naufragio del motopesca Nuova Iside, le cui tracce sono state perse nella notte tra il 12 e 13 maggio scorso.

“Il Ministero della difesa – prosegue – cui avevo indirizzato un’interrogazione parlamentare per approfondire la vicenda relativa al tragico naufragio del motopesca Nuova Iside, nella sua risposta ha specificato che qualora venisse fatta richiesta dalle competenti autorità, la Marina militare potrebbe concorrere al recupero del relitto mettendo a disposizione il proprio personale specializzato a supporto delle società civili, in possesso di piattaforme idonee ad operare ad elevate profondità, incaricate di effettuare l’attività di recupero.
Ringrazio la Marina militare e la Capitaneria di porto di Palermo per il lavoro svolto negli ultimi mesi nella localizzazione del relitto e nell’individuazione di ulteriori elementi utili trasmessi alla magistratura che potranno contribuire a far luce su questa triste vicenda” ha concluso il senatore Santangelo.

A questo punto una domanda sorge spontanea: ma il Ministro Elena Bonetti che è andata in visita a casa di Rosalba Cracchiolo, vedova di Matteo Lo Iacono e madre di Vito, il comandante del motopesca Nuova Iside ancora disperso, incontrando pure Cristina Alaimo vedova di Giuseppe Lo Iacono, raccogliendo le loro richieste e promettendo il proprio impegno per il recupero del relitto, vi ha mai dato seguito?

Stando alla risposta che il Ministro della Difesa ha dato all’interrogazione del senatore Santangelo non si direbbe proprio.

A chi di dovere non sarebbe arrivata nessuna specifica richiesta, ne la sua, ne quella di altri rappresentanti delle istituzioni che, a questo punto, di fronte una tale immane tragedia, potrebbero solo aver fatto “passerella”.

L’auspicio e’ che almeno i sindaci di Cinisi e Terrasini, Giosue’ Maniaci e Giangiacomo Palazzolo, attraverso i propri canali politici, riescano a far arrivare le dovute istanze alle autorità preposte e non si fermino ad inutili “proclami” che non contribuiranno a restituire i resti di un figlio (quelli di Vito Lo Iacono che potrebbero giacere in fondo al mare all’interno del peschereccio affondato), ad una madre che desidera dargli degna sepoltura, ne’ al raggiungimento totale della verità su ciò che è accaduto la sera del 12 maggio scorso al largo di San Vito Lo Capo.

Loredana Badalamenti

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