Montelepre, Banda Giuliano: i documenti diventano consultabili

Dopo 64 anni diventano consultabili i documenti sull’Evis e sulla banda di Salvatore Giuliano. Il fondo è quello dell’Ispettorato di pubblica sicurezza in Sicilia, custodito dall’Archivio di Stato. 218 buste e 15 registri, per un totale di 233 pezzi.

L’Ispettorato interforze, istituito dal Comando Alleato, aveva operato dal 1943 al 1949, prima di venire soppresso dall’allora ministro dell’Interno Mario Scelba. Nel 2019 l’associazione Portella della Ginestra ne sollecitava la consultabilità. «Il fondo – fa notare lo studioso Francesco Petrotta – avrebbe dovuto essere consultabile già dal 1999, ma era rimasto inaccessibile ai ricercatori perché non ancora riordinato e inventariato».

Di qui i solleciti, culminati lo scorso anno, con un appello al Ministro della Cultura Dario Franceschini. Da alcune settimane l’inventario è finalmente pubblico grazie al progetto #acarteaperte. Non è ancora online, ma i ricercati dell’associazione Portella sono già all’opera.

«È importantissimo – spiega Petrotta – per ricostruire la storia dell’Esercito volontario per l’indipendenza della Sicilia, della banda Giuliano e del contesto in cui avvennero la strage di Portella e gli assalti alle forze dell’ordine”. Tra le carte c’è ad esempio il documento riservato e urgente scritto dall’Ispettore Ciro Verdiani, durante le indagini per il sequestro di Francesco Naselli. Un mese prima della strage di Bellolampo. La nota, datata 2 luglio 1949, racconta che i mafiosi di Piana degli Albanesi, guidati da Ciccio Cuccia, si sarebbero avvalsi più volte di Giuliano e della sua banda per la realizzazione di crimini».

Di Leandro Salvia

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