Strage di Partinico, mercoledì la deposizione di una corona di fiori per ricordare le vittime dell’assalto alla Camera del Lavoro.

Palermo 20 giugno 2022  – Mercoledì alle ore  10,30, in occasione del 75° anniversario della strage di Partinico del 22 giugno1947,  sarà deposta  una corona di fiori sul  luogo dell’eccidio in corso dei Mille,  angolo via Fratelli Di Liberto.
   La Cgil ricorderà Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono, che persero la vita durante l’assalto alla Camera del Lavoro. Alla commemorazione interverranno Tanino La Corte, responsabile della Camera del Lavoro di Partinico, Dino Paternostro, responsabile Legalità e memoria storica Cgil Palermo, i familiari delle vittime e una rappresentanza della Commissione straordinaria del Comune.


  “A Partinico quella sera – dichiara Dino Paternostro, responsabile Legalità e memoria storica della Cgil Palermo –  vi fu una strage, una terribile strage, dove per caso furono uccisi solamente due attivisti sindacali, Giuseppe Casarrubea e Vincenzo Lo Iacono, e ferite altre persone. È la dimostrazione di come Giuliano e la sua banda, i mafiosi e le destre reazionarie volessero a tutti i costi ricacciare indietro il movimento dei lavoratori, che rivendicava lavoro, diritti e libertà. Abbiamo vinto noi, ha vinto la civiltà e il progresso. Casarrubea e Lo Iacono vengono ricordati come espressione di civiltà, diritti e progresso. E nel loro nome continuiamo la battaglia per migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle nostre popolazioni; nel loro nome continuiamo ad impegnarci per costruire spazi di libertà e di democrazia”.


“La Cgil come ogni anno ricorda quei tragici avvenimenti, gli attentati alle Camere del Lavoro della zona ad opera della banda Giuliano. L’episodio più sanguinoso – dichiara Tanino La Corte, responsabile della Camera del Lavoro di Partinico –  avvenne proprio a Partinico: i banditi lanciarono bombe a mano e spararono colpi di mitra contro la sede dove erano riuniti i dirigenti sindacali. Casarrubea morì sul colpo. Lo Iacono, ferito con trenta colpi di arma da fuoco, morì dopo sei giorni di agonia in ospedale. E furono feriti Leonardo Addamo, Salvatore Patti e Giuseppe Salvia. Da questi fatti partì una grande mobilitazione per il riscatto sociale della nostra terra, che continuiamo a tramandare alle giovani generazioni”.

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