Montelepre, l’ex sindaco Tinervia continua a proclamarsi innocente e chiede la revisione del processo

“L’ex sindaco di Montelepre Giacomo Tinervia è innocente e lo dimostrerò”.  Ad affermarlo al Giornale di Sicilia è l’avvocato partinicese Cinzia Pecoraro che, insieme ad Anna Bonfiglio, sta ultimando le procedure per chiedere alla Corte d’Appello di Caltanissetta la revisione del processo nei confronti dell’ex amministratore attualmente detenuto per scontare una pena definitiva di 6 anni e 10 mesi inflittagli dalla Cassazione per mafia e concussione nel 2019, nonostante l’assoluzione di primo grado poi cancellata nel processo d’appello. 

Il legale sostiene di potersi avvalere di nuove prove e testimonianze che lo scagionerebbero da ogni accusa e poi afferma che tutto l’impianto accusatorio non ha mai fatto emergere un movente. Giacomo Tinervia fini in manette l’8 aprile del 2013 nell’ambito dell’operazione antimafia Grande Mandamento. Contro di lui la pesante accusa di aver fatto da mediatore tra un uomo di Cosa nostra e un’impresa a cui era stato chiesto il pizzo sui lavori alla palestra comunale di contrada Presti. Circostanza smentita dalle dichiarazioni dell’imprenditore fatte l’8 aprile del 2013 e finita negli atti del processo che aveva escluso che Tinervia avesse preso parte all’estorsione. Il titolare dell’impresa avrebbe raccontato che dopo avere ricevuto in cantiere la richiesta di estorsione e l’intimidazione subita, lo stesso ne avrebbe subito parlato con l’allora sindaco Tinervia che su esplicita richiesta circa la descrizione fisica del soggetto “tarchiato e stempiato” nonché della “Bmw grigio chiaro utilizzata”, avrebbe compreso di chi potesse trattarsi e lo avrebbe rassicurato di poter proseguire i lavori ed esortato, in caso di ulteriori pressioni a rivolgersi ai carabinieri. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado del 19 dicembre 2014 per il giudice non c’era la “prova certa dell’incontro” fra Tinervia e il mafioso e di conseguenza del concorso nell’estorsione. 

Inoltre teneva conto delle contraddizioni emerse tra le versioni fornite dall’ex autista del comune di Montelepre e dal nipote accusato della richiesta di racket. Inoltre, nelle intercettazioni finite nel fascicolo dell’inchiesta con riferimenti a  un certo “Giacomino”, Tinervia ha sempre sostenuto non si trattasse di lui ma di un’altra persona. L’ex sindaco di Montelepre intende dimostrare la propria innocenza e i suoi legali stanno producendo le nuove prove scientifiche che contraddicono le motivazioni della sentenza d’appello poi confermata dalla Cassazione e chiariscono il suo ruolo che – a detta dell’avvocato Pecoraro- “sarebbe stato lontano da ogni logica mafiosa”. Per il processo di revisione si prevedono tempi lunghi e probabilmente Tinervia sarà già scarcerato prima che abbia inizio. “Ma è deciso ad andare a fondo – conclude Pecoraro- per proseguire la sua battaglia verso la verità”. 

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