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DIA, relazione semestrale: “il covid non ha mai fermato Cosa Nostra”

Il Covid non ha mai fermato Cosa Nostra che, senza lo scalpore di azioni violente, ha continuato non solo a svolgere le proprie consuete attività criminali, ma anche a cercare di accreditarsi sul territorio quale dispensatrice e regolatrice di un welfare alternativo in favore di quelle fasce di popolazione più disagiate culturalmente ed economicamente, che costituiscono il suo naturale bacino di riferimento (e di reclutamento). Il dettaglio emerge dalla relazione semestrale pubblicata dalla Dia la cui attività di contrasto si   è focalizzata sugli illeciti interessi della criminalità organizzata nel trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani. Si tratta, tra l’altro, di un ambito ove facilmente possono svilupparsi rapporti corruttivi/collusivi, come emerso nell’ indagine “Megawatt” nell’ambito della quale è stato tratto in arresto un dipendente della Regione Siciliana accusato di corruzione per aver ricevuto una somma di denaro al fine di rilasciare indebitamente informazioni e autorizzazioni connesse alla realizzazione di impianti di biogas in favore di imprenditori del settore già arrestati  nell’ambito della stessa operazione. Il prosieguo dell’indagine (“Megawatt 2”) ha poi condotto all’arresto in flagranza di reato di due imprenditori del settore rifiuti e del direttore tecnico della discarica comunale di Palermo “Bellolampo”, sorpresi subito dopo che i primi due avevano consegnato al terzo la somma di € 5.000 al fine di ottenere agevolazioni nel pagamento delle fatture emesse per i rifiuti raccolti e conferiti presso la suddetta discarica. Il quadro così delineato impone di continuare nella lotta contro la criminalità organizzata con particolare attenzione, peraltro, all’aggressione dei beni illecitamente accumulati dalle mafie mediante gli strumenti dell’azione giudiziaria e delle misure di prevenzione patrimoniali. Su questo fronte, la portata dei provvedimenti di prevenzione eseguiti anche nel semestre in esame testimonia l’attenzione verso il settore della Direzione Investigativa Antimafia che orienta le sue attività verso l’obiettivo generale di proteggere il tessuto economico del Paese dalle ingerenze della criminalità organizzata specie durante la difficile situazione contingente ancora caratterizzata da generale incertezza e diffuso disagio sociale. Nel secondo semestre di attività, la Dia ha effettuato sequestri e confische di beni per un valore complessivo di oltre 150 milioni di euro.

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