Emergenza coronavirus, da oggi in pieno lockdown fino al 27 dicembre

Scatta da oggi il lockdown anti-Covid di Natale in tutta Italia fino al 27 dicembre.   Per i prossimi 4 giorni niente riunioni di famiglia, cenone, feste in casa e tombole se non in videochiamata. A mezzanotte, on in pratica alle 22 di ieri visto il coprifuoco,  sono cominciate le restrizioni mirate che vogliono andare a colpire proprio le feste per limitare le occasioni di diffusione del contagio da coronavirus.  Zona rossa per 10 giorni, festivi e prefestivi e quindi le restrizioni massime valgono oggi, domani, il  26, 30 e 31 dicembre; poi l’1, 2, 3, 5 e 6 gennaio. L’Italia sarà invece in zona arancione  quindi con qualche restrizione in meno ma neanche troppe il 27, 28 e 29 dicembre e il 4 gennaio. Ci sono poi altre cose di cui tenere conto. Innazitutto i confini fra leregioni che in questo periodo saranno invalicabili. E poi una distinzione oraria giorno/notte. Rimane infatti in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5, che si estende alle 7 di mattina per la notte di Capodanno tra 31 dicembre e 1 gennaio. Durante il coprifuoco non si può uscire di casa se non per i motivi di lavoro, salute o necessità. Durante i giorni arancioni si preclude la possibilità di uscire dal proprio comune, mentre in quella rossa non si può uscire neanche di casa. Ma ai soli motivi di eccezione (salute, lavoro, necessità) si aggiunge una deroga natalizia, che attraversa tutti i divieti, ma a certe condizioni. È possibile infatti ospitare fino a due persone non conviventi. Queste per spostarsi possono anche uscire dal proprio Comune, ma si devono mantenere all’interno della Regione. Si possono andare a trovare anche degli amici, non solo i parenti, ma si può fare solo una visita in una abitazione al giorno, ci si può muovere in macchina con solo due non conviventi, e non ci si può spostare per andare a zonzo, ma solo verso un’abitazione specifica. I minori di 14 anni, i disabili e le persone non autosufficienti non vanno computate nel limite di due. Bisogna inoltre rispettare il limite del coprifuoco delle 22. Nei giorni 28, 29 e 30 dicembre e 4 gennaio sarà possibile spostarsi liberamente, fra le 5 e le 22, all’interno del proprio Comune: conseguentemente sarà possibile anche andare a fare visita ad amici e parenti entro tali orari e ambiti territoriali. Un’altra eccezione valida per i giorni arancioni riguarda i piccoli Comuni. Nei giorni 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio, sarà possibile, per chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti, spostarsi liberamente, tra le 5e le 22, entro i 30 chilometri dal confine del proprio Comune con il divieto di raggiungere i capoluoghi di Provincia: conseguentemente, sarà possibile anche andare a fare visita ad amici e parenti entro tali orari e ambiti territoriali. Nel periodo compreso tra il 21 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021, gli spostamenti di un nucleo familiare convivente verso le seconde case sono sempre consentiti, dalle 5 alle 22, all’interno della propria Regione e sempre vietati verso le altre Regioni. È consentito lo spostamento verso la seconda casa, anche se intestata a più comproprietari, di un solo nucleo familiare convivente.  Bar e ristoranti chiusi per il servizio in presenza dalla vigilia di Natale fino al 7 gennaio. Resta consentito rimanere aperti solo per il servizio a domicilio o per l’asporto entro le 22, non consentendo però ai clienti di sostare a consumare cibi e bevande in prossimità dei locali. Anche, bar, pasticcerie, gelaterie potranno continuare a lavorare ma solo se offriranno questi servizi. Restano aperti gli autogrill lungo le autostrade e i bar in stazioni e aeroporti. I negozi sono aperti fino alle 21 nei giorni arancioni, ma la maggior parte devono restare chiusi nei giorni rossi. Possono restare aperti supermercati, negozi di alimentari, di prima necessità, farmacie e parafarmacie, parrucchieri e barbieri, tranne che il giorno di Natale e il primo dell’anno. Nella lista  di 35 attività commerciali che possono restare aperte anche librerie, edicole, fiorai, negozi di giocattoli e abbigliamento sportivo, tabacchi e ferramenta, lavanderie e negozi per animali. Chiusi centri commerciali e mercati tranne che per la vendita di alimentari. Si può andare a Messa secondo le ormai consolidate norme di sicurezza. Le Messe però saranno organizzate in modo da terminare in tempo per il rispetto del coprifuoco delle ore 22, cui non c’è deroga. Inoltre anche la Conferenza Episcopale ha chiesto ai fedeli cattolici di recarsi solo nella Chiesa più vicina. Restano chiusi teatri, cinema, musei, mostre, sale da concerto, luoghi per eventi e altre simili attività di ritrovo, come anche i luoghi dello sport come palestre, piscine e centri sportivi.

 

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