Usura, molti immobili di Balestrate tra i beni confiscati al Re degli strozzini (Video)

42 immobili, fra Balestrate, Palermo e Milano, sono stati confiscati all’usuraio pluripregiudicato 66enne Francesco Abbate, detto il “monaco” per la religiosità che ostentava. Sotto sigillo anche 10 diritti di usufrutto e/o nuda proprietà di immobili; 10 diritti di usufrutto e/o nuda proprietà di immobili; 1 autovettura; 15 tra conti correnti, carte di credito e polizze vita; oggetti preziosi e monili, quali bracciali, collane, orecchini, anelli e pietre ed orologi di pregio. Il tutto per un valore complessivo di 17 milioni di euro. Un impero intestato a familiari e a prestanome dell’usuraio attualmente in carcere.  Già nel 1997 Francesco Abbate era stato condannato. Poi, nel 2018, la corte d’appello di Palermo gli ha inflitto 7 anni di reclusione, che sta scontando.  Nella sua rete di usuraio erano finiti in tanti a Palermo. Dall’impiegata al negoziante, dall’albergatore alle casalinghe, e poi molti imprenditori. Francesco Abbate,   aveva messo in piedi un  grande sistema di prestiti e ricatti, imponendo tassi fino al 250 per cento che molti non riuscivano a pagare.    Le indagini delle fiamme gialle dirette dal colonnello Gianluca Angelini raccontano di un meccanismo che stritolava i clienti dello strozzino più famoso del capoluogo siciliano. Pochissime le persone che hanno avuto la forza e il coraggio di denunciarlo, grazie al sostegno di alcune associazioni antiracket. Quelle denunce sono state importanti, perché hanno consentito agli investigatori del Gico, il gruppo antimafia della Guardia di finanza, di ricostruire la mappa degli affari di un manager criminale che era sempre molto prudente nelle sue comunicazioni e negli spostamenti.

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