Delitto la Rosa, i familiari: ”non vendetta, ma giustizia vera”

Commozione, lacrime, strazio, forti abbracci e folla dentro e fuori il pronto soccorso dell’ospedale di Partinico, dove c’era la salma di Paolo La Rosa. Accanto a mamma Loredana, a papà Carlo, alla sorella Giuliana, più piccola di Paolo di qualche anno, affranti dal dolore, tantissimi gli amici e i parenti. Straziante ma composto il dolore dei genitori. Mamma Loredana, che insegna educazione fisica alla scuola media Privitera di Partinico, con gli occhi rossi e il volto rigato dal pianto, con un filo di voce, ricordando il suo Paolo che avrebbe compiuto 21 anni il prossimo 13 marzo, è riuscita solamente a dire: «Era la mia vita, il mio tesoro. Adoravo mio figlio Paolo». Poi, altri singhiozzi e un forte abbraccio con il marito Carlo, che non è riuscito a proferire parola. Il dolore è troppo forte. «Paolo era una persona favolosa, un ragazzo solare, riempitivo, scherzoso , troppo di cuore» hanno detto alcuni amici. «Come si fa ad uscire di casa e squartare mio nipote così – ha detto lo zio Francesco, che non riusciva a frenare le copiose lacrime -. Chiedo che chi l’ha ucciso possa capire quello che ha fatto. Non porto odio. Perché nutrire odio? Solo con l’amore si possono cambiare le cose. L’odio porta solo vendetta, porta a queste tragedie. Paolo era un ragazzo solare, buono, virtuoso, per bene». «Non chiediamo vendetta – ha detto la zia, Maria Grazia ma giustizia vera. Chi ha ucciso Paolo deve rimanere in carcere». Sul luogo del delitto, invece, tanti ceri accesi. Ogni lumino, una preghiera per l’anima di Paolo. L’iniziativa è partita da alcuni suoi amici e tanti, altri, nel giro di pochi minuti, hanno seguito l’esempio. Sul posto un silenzio assordante. Troppo scossa la comunità per quanto è accaduto.

 

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