Caso Saguto, Pino Maniaci: “vorrebbero arrestarmi”

“Ha le ore contate”, è la frase che si sente in un’intercettazione nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla procura di Caltanissetta sulla gestione dei beni sequestrati alla mafia e in particolare sul presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto. La frase intercettata, che suona tanto come una minaccia, sarebbe rivolta all’emittente Tele Jato di Partinico o al suo direttore, il giornalista Pino Manici, che da tempo si occupa della “mala gestio” dei beni sequestrati, tanto da essere stato ascoltato dalla procura di Caltanissetta e dalla commissione nazionale antimafia. Ma c’è di più, pare che qualche giornalista abbia scavato in fondo alla questione arrivando a scoprire che qualcuno starebbe spingendo per far stringere le manette ai polsi di Pino Maniaci. “Dovrebbero arrestarlo perchè tratta con la mafia, cioè avrebbe rapporti con dei presunti mafiosi ai quali sono stati sequestrati i beni e quindi presterebbe il fianco a Cosa Nostra per rivolgere i suoi attacchi alle misure di prevenzione”. Ed in effetti, Pino Maniaci, per sua stessa ammissione, “qualche presunto mafioso l’avrebbe pure incontrato ma esclusivamente –assicura- per venire in possesso di documenti sull’allegra gestione dei beni sequestrati, per il resto –dice il direttore di Tele Jato- ci sono i Tribunali chiamati a giudicare questo o quell’altro mafioso”. Sui presunti rapporti di Maniaci, basta citare per tutti il caso degli imprenditori Cavallotti di Belmonte Mezzagno, assolti in passato dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa perché ritenuti vittime della mafia, ma ai quali sono stati sequestrati i beni e nonostante la sentenza a loro favore, non gli sono stati ancora restituiti. Il caso Saguto, come è noto, ha trascinato nella gogna l’oramai ex prefetto di Palermo, Francesca Cannizzo, rimossa dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara -che di beni sequestrati ne gestiva parecchi- e il colonnello della Guardia di Finanza Rosolino Nasca, tutti avrebbero intrattenuto stretti legami con la giudice, sospesa dal Csm. Cappellano Seminara è stato al centro dell’inchiesta di Tele Jato, tanto che ha denunciato Pino Maniaci per stalking e non per diffamazione, così che il suo telefono cellulare è finito sotto controllo. Adesso dopo l’insistente voce di una possibile ordinanza di custodia cautelare in carcere per il giornalista partinicese, Pino Maniaci, attraverso i suoi legali, gli avvocati Bartolomeo Parrino ed Antonio Ingroia (ex magistrato) ha avanzato richiesta alla procura di Caltanissetta per acquisire le intercettazioni che lo riguardano; inoltre chiede di essere ascoltato dal procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi , come persona informata sui fatti. Dello scandalo che ha travolto il palazzo di giustizia del capoluogo se ne sta occupando pure la stampa nazionale -a cominciare dagli inviati de “Le Iene”- ed internazionale. Pino Maniaci che respinge con forza qualsiasi ipotesi “di aver prestato il fianco alla mafia per attaccare il giudice Saguto e compagni” sottolinea che “le misure di prevenzione si sono distrutte da sole”.

aiello

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