Cinisi, condannati gli ex proprietari del Porto Rais

Condannati gli ex proprietari del Porto Rais con l’accusa di evasione fiscale. Marito e moglie, adesso divorziati, dovranno restituire un milione di euro attraverso la confisca dei beni. Protagonisti del processo concluso con la sentenza del giudice monocratico della quinta sezione del tribunale sono Giovanni Marchese, 80 anni condannato ad un anno di reclusione e Licia Guccione, 53 anni, condannata a un anno. La donna ha sempre addebitato le responsabilità al marito, sostenendo di non sapere nulla di irregolarità e violazioni fiscali. L’evasione riguarda l’attività di amministratore di Marchese nella Capricorno srl che non avrebbe pagato l’imposta sui redditi. L’ex moglie invece avrebbe omesso di versare l’iva.

L’uomo era il proprietario dell’hotel Porto Rais che andò distrutta da un incendio nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2012. Il sequestro venne chiesto e ottenuto proprio in quei giorni e adesso si è trasformato in confisca. Fu dall’incendio che poi partì un altra indagine, quella sulla presunta tratta dei bambini rapiti (o secondo la difesa “recuperati”) dai paesi del Nord Africa e da lì riportati in Scandinavia. L’input all’inchiesta arrivò dalle telefonate della nuova compagna di Marchese, l’ex campionessa olimpionica di vela Laryssa Maskalenko. La donna fu intercettata mentre si metteva in contatto con una società specializzata in operazione per il recupero di minori. Il controllo sulle utenze telefoniche era stato disposto per altri motivi, ovvero per capire i motivi dell’incendio. Mentre venne fuori altro.

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