Attentato incendiario: Antonio Di Mercurio in carcere, carabiniere rimasto ferito

E’ Antonio Di Mercurio il nome del piromane arrestato a Terrasini.

Trentadue anni è accusato di resistenza e lesioni aggravate, furto e danneggiamento seguito da incendio.

L’uomo è attualmente rinchiuso al carcere Pagliarelli in attesa della convalida dell’arresto. Il quadro probatorio nei suoi confronti, però. Non è ancora chiaro.

Quale movente possa avere spinto l’uomo ad incendiare uno spartitraffico davanti alla saracinesca di un minimarket di via Monsignror Evola è ancora da accertare.

Così come non è certo che si tratti dello stesso autore dei precedenti 5 incendi dolosi che nelle ultime settimane hanno interessato diverse attività commerciali della cittadina marinara e l’androne di un condominio.

Sull’ultimo caso, invece, grazie ai testimoni oculari che hanno avvisato i carabinieri, è stato possibile ammanettare il responsabile. Tutto è accaduto intorno alle 2,30 di martedì notte, quando i due giovani si sono accorti che qualcuno stesse armeggiando con un dissuasore che il malvivente ha sottratto davanti la scuola Padre Cataldo di via Vittime di via Fani e piazzato davanti la saracinesca del minimarket. Di Mercurio, avrebbe poi versato del liquido infiammabile sullo spartitraffico da una bottiglia, che è stata ritrovata accartocciata sul luogo dell’incendio, per poi allontanarsi a piedi.

La coppia, che aveva già telefonato al 112, avrebbe così deciso di seguire l’attentatore in attesa dell’arrivo dei carabinieri che giunti sul posto lo hanno immediatamente acciuffato. Pare che l’uomo abbia reagito contro i militari, provocando lievi ferite ad uno dei carabinieri della pattuglia.

Sulla vicenda, però gli investigatori, preferiscono agire con molta cautela. E’ presto per asserire che Di Mercurio sia il responsabile dei precedenti attentati incendiari, anche perché lo stesso, non ha confessato alcun reato. Fondamentale per le indagini, ricostruire la personalità dell’indagato che è un incensurato e apparentemente lontano da ambienti criminali.

Ma non è escluso che possa trattarsi dello stesso autore del rogo al distributore di tabacchi e della bomba molotow lanciata contro la caserma dei carabinieri della locale stazione, degli incendi all’iclub, al salone da barba e alla palazzina di via Ruffini. Ma si tratta anche di bersagli diversi che potrebbero avere autori e moventi differenti su cui i carabinieri della compagnia di Carini stanno ancora indagando.

 

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