VERTENZA ITALTEL. SIT-IN DI PROTESTA A PALERMO DAVANTI LA SEDE TELECOM

Hanno scioperato con un presidio davanti la sede della Direzione Regionale di Telecom Italia, in Via Ugo La Malfa, a Palermo, i lavoratori dell’Italtel di Carini, in concomitanza con l’incontro in corso a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico, contro l’ipotesi di chiusura di uno dei siti Italtel, nell’ambito di un piano di esuberi strutturali sul piano nazionale di almeno 400 persone, annunciato dall’azienda. L’ incontro è presieduto dal vice ministro allo sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani. Ad oggi su Italtel grava un elevato debito di bilancio, accumulatosi negli ultimi 9 anni, per imperizia del management e disinteresse dei governi nazionali che si sono succeduti da allora ad oggi. Situazione aggravatasi negli ultimi due anni a causa della oggettiva recessione del mercato delle Telecomunicazioni e del costante deperimento di Telecom. Il declino e la crisi di Italtel, è figlio di quello di Telecom, e di tutto il tessuto produttivo e manifatturiero italiano ormai privo di qualunque politica industriale e di qualsiasi barlume di programmazione economica. L’Italtel di Carini è l’emblema della follia del “liberismo”, adottato in Italia e mixato in salsa siciliana. Una logica perversa, che destina ad un ulteriore declino, ed alla probabile chiusura, un sito industriale d’eccellenza, made in Italy, ma frequentato da tecnici e ricercatori che non possono essere retribuiti 150/250 euro al mese come, invece, accade in Romania o in India. Telecom ha annunciato un’ulteriore riduzione per il triennio 2009-2011 degli ordini a Italtel, ponendo ulteriormente a rischio l’operazione di rinegoziazione del debito vitale, che a fine maggio 2010 consumerà una prima decisiva scadenza nel rapporto complessivo con le banche creditrici. Nasce da questa emergenza interna ad Italtel, l’idea di tagliare altri 400 posti di lavoro ad un intero stabilimento. I lavoratori di Carini di fronte ad uno scenario di tale gravità si sono mobilitati, sperando che le istituzioni possano trovare una soluzione. Quella dell’Italtel è la storia dell’ennesimo tentativo di rubare un altro pezzo di industria e della ricerca avanzata a danno della Sicilia.

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