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MAFIA. ASSOLTO L’EX MINISTRO DC CALOGERO MANNINO

Si chiude con un’assoluzione la lunga odissea giudiziaria che per 17 anni ha visto coinvolto l’ex ministro di Democrazia Cristiana, Calogero Mannino.
Era accusato di concorso in associazione mafiosa. La quarta sezione penale della Corte di cassazione ha giudicato inammissibile il ricorso della procura generale di Palermo contro la sentenza d’appello che il 22 ottobre 2008 lo aveva assolto. «Hanno portato via un pezzo della mia vita –ha commentato Mannino-. Non ho da recriminare ma da far constatare, affinché ingiustizia non si ripeta, e soprattutto perché, stabilita la verità, si rifletta su quanto accaduto e si guardi alla storia della Sicilia in modo diverso. Ne parleremo a tempo debito».
Nelle motivazioni della sentenza di secondo grado, il politico era stato assolto perche’ ‘non erano state acquisite prove certe ne’ concretamente apprezzabili sul presunto sostegno politico-elettorale che ‘cosa nostra’ avrebbe assicurato all’imputato negli anni ’80’. Nella sentenza di allora, inoltre, erano state considerate insussistenti anche le prove che riguardavano presunti rapporti dell’ex ministro -al tempo in cui era assessore regionale alle Finanze- nei confronti dei cugini Nino e Ignazio Salvo, gli esattori di Salemi condannati per mafia. Il primo fu ucciso dagli uomini di Toto’ Riina, l’altro mori’ di malattia. L’indagine su Mannino comincia nel 1993, poco dopo l’arrivo di Giancarlo Caselli alla procura di Palermo. Il 24 febbraio 1994 gli fu notificato un avviso di garanzia. L’arresto risale al 13 febbraio 1995. La Procura di Palermo accusava Mannino di aver stretto un patto elettorale, per garantirsi i voti, prima con la mafia di Agrigento, nel 1981, e poi con quella di Palermo.

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