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SICILIANI RAPITI. AL QUAIDA NON TRATTA

L’organizzazione di Al Qaida nel Maghreb islamico ha rifiutato di rispondere agli intermediari incaricati dai governi di Francia e Spagna di negoziare per la liberazione degli ostaggi occidentali. Lo scrive il giornale algerino Al Khabar senza far però riferimento al caso della coppia italiana sequestrata venerdì scorso. Secondo il quotidiano il rifiuto ad ogni contatto verrebbe da Abdelhamid Soufi, uno dei capi dell’organizzazione. Sembra che il blocco di ogni mediazione sarebbe legato al timore di essere individuati dalle forze di sicurezza e alla possibilità di un’azione militare per liberare gli ostaggi. I due italiani Sergio Cicala e la moglie Philomene Kaboré, del Bourkina Faso, sono stati rapiti al confine con il Mali.

Secondo El Khebar i mediatori in collegamento con Al Qaida nelle zone del Mali e del Niger hanno riferito di non aver avuto alcuna risposta alla loro richiesta di incontrare i rappresentanti dell’organizzazione: Mohamed Touzri o Ibn Eghargui Mohamed un tunisino conosciuto come il portavoce del gruppo. Sono gli stessi uomini che hanno negoziato per rapimenti avvenuti nel 2008 e nei primi mesi del 2009. Alcuni osservatori hanno sottolineato che gli stessi mediatori si muovono con grande prudenza, alcuni di essi, infatti, sono stati uccisi in passato perché anche inconsapevolmente hanno fornito indicazioni sui luoghi di detenzione degli ostaggi e dei sequestratori. Secondo il giornale Al Quaida nel Maghreb islamico può contare su 300 uomini di varie nazionalità.
FONTE SICILIAINFORMAZIONI

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