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CANTINA KAGGIO. PRESENTATO PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE

“Oggi abbiamo vinto una sfida importante, la cantina Kaggio appartenuta in passato a boss del calibro di Totò Riina e Bernardo Provenzano é diventata un bene simbolo”. Con queste parole il Prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone ha presentato oggi alla stampa il progetto di riqualificazione del complesso aziendale ‘Kaggio’, promosso dal Consorzio e finanziato dal Ministero dell’Interno per oltre 2 milioni euro nell’ambito del Programma operativo nazionale Sicurezza. La cantina, appartenuta ai boss mafiosi e ritenuta una vera e proprio lavanderia della mafia, era stata sequestrata nel 1994 e confiscata nel 1996, ma solo nell’agosto scorso é stata assegnata al comune di Monreale e al Consorzio Sviluppo e Legalità, che si occupa della gestione e dell’utilizzo dei beni confiscati nel territorio di Altofonte, Camporeale, Corleone, Monreale, Piana degli Albanesi, Roccamena, San Cipirrello e San Giuseppe Jato. Il Presidente del Consorzio Sviluppo e Legalità, Antonino Giammalva, che e’e anche sindaco di San Cipirrello, ha parlato di un “risultato eccezionale. Per tanti anni questa cantina é stata il simbolo del potere di Riina e Provenzano”. Oltre a diventare un Centro sperimentale per lo studio dell’enologia, la cantina verrà anche assegnate ai ragazzi delle cooperative “per portare avanti – ha spiegato Giammalva – i loro progetto di occupazione. Grazie soprattutto al Prefetto che solo con la sua determinazione ha reso possibile la destinazione del bene in cosi’ poco tempo”.

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