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PARTINICO. SCOPERTO ARSENALE E LABORATORIO D’ARMI

Pistole, carabine ad aria compressa, una quindicina di armi in tutto, cartucce, bossoli e cinque chili di polvere da sparo sono stati scoperti dai carabinieri nella periferia di Partinico . L’arsenale è stato trovato nell’abitazione di Marcello Giovanni Pontearso, 53 anni, che è stato arrestato per detenzione illegale di armi da fuoco e munizionamento e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. I militari, infatti, durante la perquisizione nella sua villetta di contrada Piano Re, hanno rinvenuto pure mezzo chilo di marijuana, occultata in tre sacchetti di plastica, già essiccata e pronta per lo spaccio, mentre nel giardino adiacente all’immobile è stata trovata una piccola serra in lamiera, illuminata internamente, con due piante di cannabis indica alte un metro e 70 circa. Nell’edificio, ancora con il prospetto e il piano superiore incompleto, ma munito di impianto di allarme, i militari dell’Arma hanno rinvenuto una sorta di laboratorio per la fabbricazione di armi e munizioni appositamente creato in una stanza dell’abitazione. All’interno erano occultate pistole di vario calibro, 6.35, 7.65, una 357 magnum, di cui due dichiarate a nome della moglie dell’uomo finito in manette, Elena Polizzi, alcune con matricola abrasa e altre su cui sono in corso accertamenti. E ancora carabine ad aria compressa con cannocchiale di precisione modificate per far fuoco e copioso materiale di vario genere che serviva per la ricarica ed il successivo confezionamento delle cartucce. Alcune munizioni e materiale di vario tipo sono stati ritrovati all’interno del case di un computer, oltre a diversi scacciacani, di cui alcuni modificati per renderli offensivi e numerosissimi meccanismi di armi che servivano proprio alla loro modifica. Saranno i ris di Messina, adesso, ad eseguire i dovuti accertamenti balistici. I Carabinieri di Monreale, assieme ai magistrati della Dda di Palermo, stanno valutando la posizione dell’arrestato per chiarirne l’eventuale ruolo nella faida che negli ultimi tempi ha insanguinato le cittadine di Partinico e Borgetto con numerosi e efferati omicidi. Marcello Giovanni Pontearso, nato a Borgetto, ma residente a Partinico da alcuni decenni dopo essersi sposato, aveva solo piccoli precedenti penali, legati all’emissione di assegni a vuoto ed altri reati di poco conto, per cui, per i militari, si trattava di una persona insospettabile.

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