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MAFIA. CHIESTO NUOVO PROCESSO PER RACCUGLIA, UCCISE PIETRO ROMEO

La Procura di Palermo, si appresta a chiedere un altro processo a carico dell’ex latitante Domenico Raccuglia, da appena una settimana in carcere, per l’omicidio –rimasto avvolto nel mistero per 12 anni- di Pietro Romeo, un piccolo boss di Altofonte. A inchiodare Raccuglia è la vedova di Romeo, che scomparve la sera del 13 marzo 1997. La donna ha raccontato al sostituto procuratore Francesco Del Bene, che l’ultimo appuntamento del marito fu proprio con Raccuglia, che secondo gli inquirenti, sarebbe il mandante dell’omicidio. I retroscena – la vittima fu eliminata col metodo della lupara bianca- sono stati rivelati ai magistrati, tra gli altri, dal pentito Giovanni Brusca. Secondo il collaboratore, Romeo, dopo l’arresto di Brusca e dal momento che Raccuglia era latitante, cercava un ruolo sempre più influente nel potente mandamento di San Giuseppe Jato. La cosa non sarebbe piaciuta a Raccuglia che ne avrebbe deciso l’eliminazione, facendo cadere le responsabilità sulla cosca di Balduccio Di Maggio, che proprio in quelle settimane –siamo nel marzo del ’97- aveva colpito diversi esponenti dello schieramento di Giovanni Brusca. Il mistero sulla “lupara bianca” di Pietro Romeo è durato ben 12 anni, ma grazie al racconto della moglie la Procura ha fatto luce anche su questo delitto di mafia.

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