ALCAMO. LA FIGURA DI VITO NICASTRI

Vito Nicastri, 53 anni di Alcamo, è il “signore del vento”. Ieri l’imprenditore del business dell’eolico, si è visto notificare dalla Guardia di Finanza di Avellino un ordine di custodia cautelare per truffa emesso dalla procura della Repubblica del napoletano. L’accusa è di aver presentato nelle richieste di finanziamento di circa 30 milioni di euro, falsi contratti di locazione dei terreni su cui si sarebbero dovute installare le turbine eoliche. Figlio di un elettricista alcamese, dal nulla Nicastri ha costruito un impero economico, dapprima occupandosi di pompe di calore –con la società “Dueccì”- e, successivamente, di impianti eolici. Nicastri, nella sua “carriera” ha intrattenuto importanti rapporti con personaggi politici del trapanese. Da piccolo imprenditore a leader del settore eolico, Nicastri si è concesso anche qualche capriccio; infatti ospitò nella sua villa di Alcamo Marina e poi nel suo yacht, il cantautore Marco Masini, per un esclusivo concerto.
L’imprenditore però non è nuovo a guai con la giustizia: nei primi anni ’90 fu indagato per corruzione e se la cavò con un patteggiamento. Adesso dovrà provare a smontare le accuse di aver falsificato dati tecnici sugli impianti e contratti di affitto di terreni. La Procura gli contesta di aver così ottenuto, illecitamente, un centinaio di milioni di contributi e di aver rivenduto i progetti alle imprese che installano le centrali, tra cui la Ipvc di Vigorito, di cui Nicastri fino a qualche tempo fa era il referente siciliano. L’imprenditore alcamese, inoltre, aveva presentato alla Regione già 9 progetti di parchi solari; insomma aveva cominciato a concentrarsi sul business dell’energia fotovoltaica.
Nei primi anni Novanta, Vito Nicastri, è stato coinvolto in una storia di corruzione nella Tangentopoli siciliana, e ne è uscito indenne raccontando le mazzette pagate ai politici per costruire impianti di energia solare. Un patteggiamento e la prescrizione hanno cancellato quelle vicende penali e così, all’inizio del 2000 Nicastri si è lanciato sull’eolico. Anche lo scorso anno su di lui si erano accesi i riflettori in inchiesta della Dda di Palermo, nell’ambito delle indagini sulla mafia trapanese nel mercato eolico a Mazara del Vallo, denominata “Eolo”. Adesso, secondo la Procura di Avellino, Vito Nicasti, avrebbe taroccato i dati sul vento e i contratti di affitto, dichiarando anche la disponibilità di capitali che non aveva. Eppure al ministero dello Sviluppo non si erano mai accorti di nulla. Complessivamente si è interessato di una dozzina di pratiche e ha ottenuto un centinaio di milioni di agevolazioni, rivendendo poi i progetti approvati a colossi come Ivpc ed Endesa”. Nell’ambito dell’operazione “Via col Vento” della Guardia di Finanza di Avellino, è stato posto sotto sequestro anche il parco eolico che sorge tra Partinico e Monreale, inaugurato nel maggio del 2005.

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