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CASTELLAMMARE DEL GOLFO. APPROVATO IL BILANCIO DI PREVISIONE

Approvato dal consiglio comunale il bilancio di previsione 2009. Nell’esprimere soddisfazione, il sindaco Marzio Bresciani ha così commentato l’approvazione dell’importante strumento di programmazione amministrativa: “Il Comune ha scarse risorse finanziarie, e questo si era già visto l’anno scorso quando, all’atto del nostro insediamento, abbiamo dovuto trovare 710 mila euro per coprire i costi della nettezza urbana, da agosto a dicembre. E si tratta di spese correnti. Quello che politicamente non abbiamo voluto fare, è stato un aumento indiscriminato degli oneri a carico dei cittadini. Ci sarebbe bastato raddoppiare gli oneri per la raccolta dei rifiuti, o altri, per avere un bilancio in buone condizioni. Ma mettere le mani nelle tasche dei cittadini in questo momento, ci sembrava eccessivo. Abbiamo ritoccato la tassa sui rifiuti aumentandola solo del 20 per cento e, contemporaneamente, stiamo cercando di dare alla città anche sotto questo profilo un aspetto diverso ed una dignità maggiore”. Il bilancio di previsione ha ottenuto dodici voti favorevoli della maggioranza consiliare (assenti i consiglieri D’Aguanno e Paradiso); contraria l’intera opposizione, composta da 6 consiglieri comunali(Bonventre, Motisi, Galante, Portuesi, Norfo, Di Gregorio). Due gli emendamenti proposti dai capigruppo di maggioranza Domenico Bucca (Pdl), Sebastiano Cusenza (Lavoro e Sviluppo) e Santo Mattarella (CDU) e dal consigliere Paola Ciaravino, uno dei quali riguarda novantamila euro per la riqualificazione dell’autostazione di piazza della Repubblica (info point, servizi igienici, illuminazione, verde, ecc.). Il presidente del consiglio comunale Giuseppe Cruciata, ed il suo vice, Antonio Mercadante, si sono complimentati con il consesso per l’appovazione del bilancio “che rappresenta un completo strumento di programmazione di quest’amministrazione comunale”. In una dettagliata relazione, l’assessore ai Servizi Finanziari, Giuseppe Fundarò, ha spiegato che i pareri non favorevoli del collegio dei revisori dei conti e del responsabile del servizio finanziario, «riguardano, solo ed esclusivamente, il rispetto dei vincoli del patto di stabilità interno». «L’attuale legge prevede che gli enti commissariati per scioglimento a causa di infiltrazioni e condizionamenti di tipo mafioso, siano soggetti alle regole del patto di stabilità interno, dall’anno successivo a quello della rielezione degli organi istituzionali- ha spiegato l’assessore Fundarò- L’obiettivo di competenza mista(impegni ed accertamenti per la parte spesa di competenza ed incassi e pagamenti per le somme in conto capitale), imposto per l’anno 2009 al nostro Comune, risulta di più euro 1.775.000. Questo è calcolato sui dati del consuntivo del 2007, quando sono state registrate entrate maggiori delle spese per quasi 2 milioni di euro e con una riduzione possibile, prevista dalla legge, del 10%. Ciò significa che, non considerando gli importi trasferiti dallo Stato per investimenti, in quanto Comune sciolto per mafia negli anni 2007 e 2008(oltre 2,5 milioni di euro) che, qualora spesi nell’anno, incidono negativamente ai fini del rispetto dell’obiettivo assegnato, delle entrate correnti, che ammontano a complessivi 12.906.290,22 euro e, quasi per intero, destinate a spese obbligatorie e quindi insopprimibili, circa unmilione 775 mila euro dovevano accantonarsi e non essere destinati nei vari interventi di bilancio, affinchè si potesse pensare di rispettare l’obiettivo imposto. Questa amministrazione ha fatto tutti gli sforzi possibili-continua l’assessore Giuseppe Fundarò- per presentare un bilancio anche rispettoso delle regole del patto di stabilità, ma in un bilancio talmente calcificato dalla presenza di quasi sole spese obbligatorie, è risultato quasi impossibile elminare qualsiasi spesa, anche minima. In questo contesto deficitario abbiamo cercato in primo luogo di far fruttare l’attività di recupero dell’evasione dei tributi locali, e costretti, nostro malgrado, ad intervenire nella misura del 20%, sulla Tarsu, in modo tale da poter chiudere il bilancio 2009, altrimenti di impossibile chiusura. In tale paradossale contesto di vincoli da rispettare, scarsità di risorse disponibili, obbligatorietà delle spese…, non è stato possibile fare scelte diverse ».

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