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TERRASINI. RAPINATA UNA GIOIELLERIA. DUE ARRESTI

Avevano studiato tutto nei minimi particolari i 3 rapinatori che ieri, alle 17.00 circa, hanno preso di mira una gioielleria nella centralissima via Roma a Terrasini. Hanno aspettato che nel negozio non ci fosse nessuno, il primo è entrato con una parrucca posticcia, e dietro di lui si sono infilati altri due, con dei cappellini con la visiera, ben calati sugli occhi.

Immediatamente hanno immobilizzato il cassiere, rompendogli gli occhiali da vista, sbattendolo a terra, tentando di legargli polsi e piedi e puntandogli i taglierini alla gola. Si sono fatti consegnare le chiavi della vetrinetta ed hanno raccolto circa una decina di “solitari”, anelli in oro bianco con incastonati diamanti, anche quasi da un carato, oltre ad altri monili in oro ed argento.

Infilato tutto in un borsone che avevano al seguito, si sono poi dileguati di corsa a piedi, nelle strade circostanti.

La sfortuna, per i malfattori, ha però voluto che nella strada adiacente, via Ruffino, ci fosse un Carabiniere, effettivo alla Compagnia di Carini, libero dal servizio che passeggiava verso il centro del paese, che notava i tre ragazzi che, di corsa e con fare sospetto, si infilavano tutti e 3 all’interno di uno stesso portone.

Il Carabiniere, ritenendo non sicuro intervenire da solo, si è allora posto all’ingresso del palazzo, per controllarne l’entrata e l’uscita, ed ha immediatamente allertato la Centrale Operativa di Carini per chiedere rinforzi.

Dopo qualche istante, mentre attendeva i colleghi, ha notato uscire dal portone una bambina di circa 5 anni con un sacchetto di plastica in mano, incuriosito ha chiesto di controllare cosa contenesse.

La reazione della fanciulla è stata di abbandonare tutto in strada e correre indietro nel palazzo (all’interno del sacchetto vi era un paio di jeans, un polo nera ed….UNA PARRUCCA!!!).

Nel giro di pochi minuti sono arrivate sul posto due autoradio dell’Aliquota Radiomobile e della non distante Stazione Carabinieri di Terrasini, oltre a personale in abiti civili del Nucleo Operativo.

Scattata la perquisizione all’interno dell’edificio, nelle scale è stato dapprima trovato il borsone nero, con dentro altri indumenti (jeans, felpe con cappuccio, anche un paio di scarpe particolari) ma soprattutto un taglierino ed alcuni cofanetti porta anelli.

Quindi, ai militari è stato subito chiaro che i tre fuggiaschi si erano nascosti nell’appartamento al primo piano.

Qui, oltre alla bambina che era uscita con il sacchetto poco prima, ed altre persone, i Carabinieri hanno fermato ANSELMO Giuseppe (classe ’77) e CARONNA Cristian (classe ‘90), che erano in costume ed infradito.

La perquisizione, all’interno della abitazione, ha permesso di far recuperare tutta la refurtiva sottratta nella gioielleria, che i ladri avevano cercato di nascondere dietro un grosso armadio, insieme ad un altro taglierino.

Scattato l’arresto dei due, che hanno continuato a negare dicendo di essere stati al mare o a riposare tutto il pomeriggio (contraddicendosi diverse volte a vicenda) che in parte, nonostante lo stato di grande agitazione e paura, ed il fatto che fossero travisati, sono stati anche riconosciuti dal gioielliere aggredito.

I Carabinieri si sono messi quindi alla ricerca del terzo rapinatore, che, forse non ritenendo di poter giustificare la propria presenza all’interno di quell’appartamento, dove invece i suoi complici normalmente dimorano, aveva pensato bene di scappare, verosimilmente lanciandosi da un balcone che dà sulla strada posta alle spalle di via Ruffino.

I due arrestati, condotti nella caserma della Compagnia Carabinieri di Carini, sono stai ristretti temporaneamente in camera di sicurezza, in attesa del giudizio di direttissima che si svolgerà oggi al Tribunale di Palermo.

Il fatto che i rapinatori abbiano usato minori per cercare di disfarsi delle prove del reato porterà anche ad una opportuna segnalazione alla Procura dei Minorenni, dello stato di disagio riscontrato.

I preziosi asportati, tutti riconosciuti dal gioielliere, dopo l’autorizzazione del magistrato, sono stati restituiti al legittimo proprietario.

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