SAN CIPIRELLO. III^ ASSEMBLEA AGENZIA COOPERARE CON LIBERA TERRA

Quest’anno l’assemblea dei soci dell’Agenzia Cooperare con Libera Terra, l’associazione istituita dalle imprese del movimento cooperativo per sostenere i progetti dell’uso sociale dei beni confiscati alla criminalita’ organizzata, si è svolta in un luogo speciale: la Cantina Centopassi della cooperativa Placido Rizzotto, nell’Alto Belice Corleonese, a San Cipirello dove 58 soci dell’Agenzia, si sono confrontati sui progetti in corso e sulle prospettive del percorso Libera Terra.
Lo hanno fatto assieme a Lucio Guarino, direttore del Consorzio Sviluppo e Legalita’, che comprende i comuni di Altofonte, Camporeale, Corleone, Monreale, Piana degli Albanesi, Roccamena, San Giuseppe Jato e San Cipirello, il presidente di Libera don Luigi Ciotti e il Presidente di Legacoop Giuliano Poletti. I numeri dimostrano che il progetto Libera Terra e’ in piena crescita: le vendite a valore nell’anno 2008 di prodotti a marchio Libera Terra nel circuito Coop ammontano a 1.486.156 euro. Quattro anni prima, nel 2004, il fatturato delle vendite a valore era di 483.928 euro. Al di fuori di Coop, considerando le Botteghe del Mondo, Negozi Bio, Punti Vendita Alce Nero, la stima del fatturato delle vendite a valore nel 2008 si aggira attorno agli 830.610 euro. Nel 2004 era pari a 38.346 euro. I cooperatori soci hanno toccato con mano i progetti sviluppati dall’Agenzia assieme alle cooperative di Libera Terra. Si è partiti dalla Bottega dei Saperi e dei Sapori della legalita’ di Palermo, per poi cenare presso il Ristorante “Il Mirto e la Rosa” aderente all’associazione Addiopizzo. Poi tappa alla cooperativa Calcestruzzi Ericina Libera di Trapani, per proseguire verso l’Alto Belice Corleonese, visitando gli agriturismi “Terre di Corleone” e “Portella della Ginestra”, la Cantina Centopassi e il memoriale della strage di Portella della Ginestra. “Questa – ha sottolineato il presidente dell’Agenzia, Gianpiero Calzolari – e’ l’antimafia dei fatti e non delle parole. La mafia si combatte non con slogan ma con opportunita’ di lavoro reali, legali, per le persone che vivono in quei territori, con il coinvolgimento di tutta quella economia sana che non sia arrende all’oppressione mafiosa”.

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