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MAFIA. DURO COLPO AL CLAN DI VILLABATE

Imponevano il pizzo a imprenditori e commercianti, gestivano una complessa attività di riciclaggio, investendo grosse somme di denaro in aziende e società formalmente legali.

Erano gli affari della famiglia mafiosa di Villabate (Palermo), da sempre al centro degli interessi di Cosa nostra, che emergono nell’inchiesta che stamani ha portato i carabinieri del Comando provinciale ad eseguire 12 ordini di custodia cautelare. L’operazione è stata denominata ‘Senza frontiere’. Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni e all’intestazione fittizia di beni.

Dall’inchiesta, in cui i militari hanno evidenziato insospettabili prestanome a cui erano intestate le società di comodo utilizzate dalla famiglia mafiosa, compare il modo con il quale il clan pensava a sostenere economicamente i familiari dei boss detenuti.

Il gip del Tribunale di Palermo che ha ordinato l’arresto di 12 persone, ha disposto pure il sequestro di due sale gioco e un supermercato. Si tratta di beni del valore complessivo di 12 milioni di euro che sarebbero serviti ai boss per riciclare grosse somme di denaro, i cui ricavati servivano per investire in altre attività e sostenere le famiglie dei mafiosi detenuti come i Mandalà.

Fra le persone accusate di essere prestanome della famiglia mafiosa di Villabate ci sarebbe anche il proprietario di un atelier di abiti da sposa e altri giovani incensurati.

Le indagini dei carabinieri hanno accertato l’esistenza di intensi rapporti degli indagati arrestati stamani a Villabate con gli Stati Uniti, in particolare, con esponenti di spicco della mafia di New York. Si tratta di contatti finalizzati al reinvestimento di capitali illeciti in attività commerciali sul territorio americano.

La lista degli arrestati. I provvedimenti sono stati richiesti dal procuratore aggiunto Ignazio De Francisci e dai pm della Dda, Nino Di Matteo e Lia Sava. I carabinieri hanno notificato le ordinanze a Giovanni d’Agati, 69 anni, pensionato, ritenuto il reggente della famiglia mafiosa di Villabate; Gioacchino La Franca, 56 anni; Francesco Antonino Fumuso, di 42; Giovanni Montaperto, di 34; Maurizio Cuppari, di 39; Marcello Caracappa, di 40; Maurizio e Davide Di Peri, di 33 e 31; Fabio Ribera, di 32; Salvatore e Marco Arena, di 49 e 24 anni e Giampiero Alaimo, 34 anni.

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