Mar. Ago 20th, 2019

Borgetto. Amministrative, Santoro risponde alla lettera aperta di Pirreca

A seguito della “lettera aperta” del cittadino Giuseppe Pirreca, già sindaco, già assessore, già consigliere comunale, già funzionario del Comune di Borgetto, oggi semplice presidente dell’associazione culturale “La Fenice”, sento il dovere morale di rispondere sui contenuti della lettera ai cittadini di Borgetto. A scrivere è Alessandro Santoro nella qualità di cittadino di Borgetto e già ex assessore della giunta De Luca.

“Preliminarmente è importante chiarire che, lo scioglimento per Mafia del Comune di Borgetto sotto il profilo giudiziario non ha coinvolto nessuno dei componenti la giunta municipale e nessuno rappresentate l’assise consiliare. Ad onor del vero, il provvedimento adottato dal Ministero degli Interni, verosimilmente appare come un fatto preventivo e non punitivo.

Invero, la determinazione posta in essere dal Consiglio dei Ministri denota una marcata distanza dalla realtà dei fatti ed eccessivo rispetto all’ordine delle cose.

Un attenta lettura del provvedimento è sufficiente a paralizzare la deriva della calunnia, profusa probabilmente da chi intende valere alcune ragioni politiche in vista delle prossime scadenze elettorali.

Con estrema pacatezza vorrei chiarire altresì che, le responsabilità in ordine al dissesto economico e finanziario del nostro Comune non si possono imputare alla mala gestio dell’ amministrazione uscente. Le rappresento che l’ esecutivo uscente ha posto in essere alcuni provvedimenti utili a non dichiarare il dissesto. Ciò che poi è avvenuto, è storia che sappiamo e che non possiamo strumentalizzare per mera propaganda elettorale.

E’ chiaro ed è evidente che si stanno per aprire le porte della campagna elettorale e si tende a dibattere sui temi di attualità. Ma è altrettanto chiaro ed evidente che, in un momento in cui le Istituzioni Democratiche vanno riscattate e riabilitate non è corretto approfittare del fatto che il Comune di Borgetto sia stato commissariato per fatti di Mafia, per inasprire il dibattito politico utilizzando il vecchio metodo della diffamazione, e della denigrazione.

La propaganda o il tentativo di RESTAURAZIONE, egregio professore, non può accreditarsi addebitando le responsabilità relative allo stato di sofferenza culturale, sociale ed economica alla classe politico dirigente degli ultimi anni. Mi sembra opportuno ricordarle che lo scrivente ha passione politica da quando aveva i calzoncini corti ed il mio impegno sociale l’ho sempre vissuto in funzione del dare e mai dell’avere. Non ho mai compromesso la condotta per ottenere delle assunzioni,dei vantaggi,o dei privilegi personali e/o familiari. Come lei sa, per via del mio impegno politico ho pure subito diverse mortificazioni; alcune, meschine ed infami. Ho compromesso la serenità del valore più prezioso della mia vita, i miei figli.

Il silenzio assordante cui lei fa riferimento, è il risultato di una serie di considerazioni e di constatazioni che fa lo scrivente, e che fanno tanti altri uomini,donne,giovani ed anziani che vivono la triste e desolata realtà di Borgetto. E’ vero, Borgetto è diventato un dormitorio. Già negli anni 70, i dirigenti politici del Partito Socialista Italiano, prevedevano che diventasse “un paese dove tutti passavano e nessuno si fermava. Quella non fu una previsione ma fu una profezia! La profezia era determinata dal fatto che i cattolici democratici come lei, deputati e legittimati dal popolo non stessero lavorando per creare le condizioni per uno sviluppo economico e sociale, forme di turismo, di valorizzazione delle risorse locali in tutti i suoi aspetti. Inoltre, fieri, forti ed eterni non avete la necessità di formare una classe dirigente in grado di fronteggiare i tempi a venire. Esprimo infine, il mio più sentito dissenso e la mia indignazione per lo squallido tentativo propagandistico volto inequivocabilmente a far pagare dazio a coloro i quali con la mafia non hanno mai avuto a che fare. Omettendo di raccontare alle nuove generazioni, come si viveva, operava, governava Borgetto negli anni 60-70-80-90 . In particolare, se l’insorgere del fenomeno mafioso è storia di ieri,di oggi.

Auspico per la nostra Comunità, una nuova stagione politica scevra d’odio e fioriera di belle ed umili intelligenze che ridiano vigore e credibilità alla Res Publica”.

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